domenica 14 settembre 2014

5000 km attraverso gli USA - Route 66 / Part 3: From Grand Canyon to Los Angeles (the end)!

Parte 3 

Voi volete Las Vegas, eh? Eheheh.. no no no.. prima ci sono ancora un paio di posticini niente male che vogliamo condividere con voi. Poi vi daremo anche Las Vegas, promesso!

Andando con ordine, ci siamo lasciati che partivamo dal Grand Canyon.
Siamo ritornati sui nostri passi fino a Flagstaff per poi riprendere la Route 66 fino a Kingman dove abbiamo nuovamente deviato dal percorso per salire in Nevada e quindi a Las Vegas.
Riprende la sequenza di strade, stazioni di servizio ecc... tutti diversi e tutti uguali !


De Soto's Salon a Ash Fork
Seligman!







































Arriviamo però in un posto davvero cool: Seligman! 
Ci diverte da morire anche se essendo in Arizona è molto più turistico di tutti gli altri Landmark 66 visti fino ad ora infatti da qui via ci imbattiamo sempre più spesso in tanti turisti che in realtà di 66 han visto e fatto ben poco. 
That's it, c'è anche questo lato della medaglia, ne prendiamo atto e continuiamo con la consapevolezza che noi la 66 ce la "meritiamo un po' di più".

































Ripartiamo da Seligman in direzione di Kingman, ma prima ci fermeremo in un altro Landmark, a Hackberry in cui dovremmo trovare uno store con stazione di servizio, molto vecchio.
In effetti lo troviamo ma ci sono almeno 20 Harley Davidson in sosta: sono quelli dei gruppi organizzati che fanno la Route 66 dalla California all'Illinois, il contrario di come l'abbiamo fatta noi (e di come andrebbe fatta...)
Sono seguiti dai famigliari che arrivano con le auto o con i camper... in poche parole nel giro di un attimo ti ritrovi quasi 100 persone che non sai da dove sono piovute.

Hackberry, Gen Store



Dopo un gelato e una bibita ci rimettiamo in strada. Fa sempre ancora un caldo boia.
Arriviamo a Kingman che si rivela molto carina e tranquilla.
Ci fermiamo per pranzo in un (ormai "solito") Diner che ci piace molto e che come sempre offre ottima cucina.



 

Rifocillati prendiamo la direzione del Nevada, avremo un paio d'ore di autostrada fino a Las Vegas. La temperatura è cocente, è solo un piccolo assaggio di quel che ci aspetta. L'auto segna fino a 100° Fahrenheit, che sono circa 38° Celsius. Certo, a Abu Dhabi abbiamo visto anche di peggio, ma a differenza, ora qui si schiatta.



Hoover Dam
Prima vogliamo fermarci a vedere la Hoover Dam ossia una diga che fu costruita nel 1935 e intitolata al presidente Hoover (anche se allora non era ancora presidente).










E' interessante ma pur sempre di una diga si tratta, ne abbiamo anche noi, giusto ?
Ed ecco che, passati alcuni Casinò solitari fuori città che ci danno un assaggio di quel che ci aspetta, finalmente arriviamo a Las Vegas! Siamo elettrizzati.


Ci dirigiamo al nostro hotel così da poter sistemare l'auto in garage e non toccarla più per 3 giorni, prendiamo la nostra camera, disfiamo i bagagli e ci avventuriamo un po' in giro per la città anche perché dobbiamo trovare un Apple Store visto che il mio cavetto per caricare l'iphone è rimasto in giro in qualche hotel in precedenza... (che sia un tentativo di sabotaggio???)
Giriamo per la città e diventiamo matti alla ricerca dell'Apple Store: è all'interno del Ceasar Palace significa un complesso hotelliero grande come boh.. non saprei neanche. Beh, in strada il Ceasar Palace occupa circa 300 numeri civici, vedete voi.
La città è, a voler essere gentili, delirante. Il primo impatto non è così buono come ce l'aspettavamo e forse anche perché siamo stanchi, non ci prende particolarmente bene.
Ceniamo tardi, torniamo in albergo e ci mettiamo a dormire, la trasferta è stata lunga e si fa sentire.
Il giorno dopo speriamo di vedere la città con un occhio diverso essendoci riposati, invece ahimè, nulla da fare. Non ci prende e basta. 
Certo, rimaniamo stupiti davanti al bellissimo Bellagio, è divertente il Paris o l'Excalibur, fa strano il New York New York con addirittura un ottovolante, ma la cosa finisce li.

Las Vegas

Dopo aver percorso buona parte dello Strip, entriamo in qualche Casinò, puntiamo pure qualche dollaro che inesorabilmente perdiamo, io vinco 58 centesimi e li riperdo subito dopo... 


Andiamo a pranzo e poi decidiamo di riposare nella piscina del nostro albergo, il Tropicana il quale dichiara di avere la piscina più bella di tutti gli hotel dello Strip, dovrebbe rappresentare la ricostruzione di un'isola tropicale; bah.. se questa è una bella piscina, non osiamo immaginare gli altri hotel che pozzanghere devono avere. La piscina non è male ma non si avvicina minimamente a quanto decantato in pubblicità e soprattutto (e qui mi incazzo) ben diversa da quanto indicato sul sito internet.
Abbiamo prenotato apposta 3 giorni a Las Vegas per poter riposare sul giorno visto che comunque il viaggio sulla Route 66 è pesante quindi ci "sforziamo" di stare in piscina.
La ciliegina sulla torta arriva quando ci disdicono il musical "Mamma Mia!". Sembrerebbe che il gruppo se n'è andato senza tante spiegazioni e gli spettacoli sono annullati. 
Non ci rimane che guardarci Las Vegas di notte, che è sicuramente uno spettacolo di luci.

Las Vegas, lo Strip di notte
Lo spettacolo musicale con le fontane del Bellagio è bellissimo, proprio da non perdere, questo lo consiglio caldamente, sarei stata tutta la sera a vedere solo quello.

Hotel Bellagio e le sue fontane


Mentre torniamo in albergo decidiamo di partire un giorno prima, non vediamo proprio il senso di rimanere a Las Vegas dove abbiamo già "dato" tutto quanto ci sentivamo di dare.
Non siamo interessati a giocare (o meglio perdere) ancora soldi, non siamo interessati allo shopping anche perché si tratta di griffes che troviamo comodamente in Via Nassa, e l'opzione riposo in piscina è venuta sconsolatamente a cadere.

Link all'album con tutte le foto da Seligman a Las Vegas QUI

Quindi il mattino dopo di buon ora, partenza ! Optiamo per mettere il muso a sud in direzione di Palm Springs dal momento che dobbiamo portarci in zona per andare poi a San Diego.

Passiamo nel Mojave Desert che non è nulla di che per il paesaggio e in più siamo su un'autostrada molto trafficata.
Rispuntiamo sulla Route 66 a Barstow 
e fin qui nulla da segnalare se non che..  


Siamo in California!
Non abbiamo voglia di seguire la Interstate e fare solo autostrada, deviamo dunque su una strada secondaria e finiamo per passare per la bellissima località montana di Big Bear, sicuramente conosciuta a chi guarda Beautiful. Non pensavo esistesse davvero invece c'è ed è un gran bel posto! Continuiamo fino a raggiungere  San Bernardino dove prendiamo la strada in direzione est e così arriviamo a Palm Springs. 
Tutto questo però ha preso buona parte della giornata! E' tardo pomeriggio quando decidiamo di prendere una camera al Monroe Motel, segnalato anche questo sulla Lonely Planet. Il Motel è molto bellino e tutto colorato, con una bella piscina e ristrutturato di recente.
Peccato che nelle 3 camere accanto abbiamo un gruppo di ragazzi che ha deciso di festeggiare un compleanno facendo un casino infinito per tutta la notte. Ci lamentiamo più volte con il personale dell'hotel che però si rivela incapace di gestire la situazione, col senno di poi ci stava anche una chiamata al 911. Alla fine opto per una recensione al veleno su Tripadvisor, non dopo aver mandato una mail alla direzione dell'albergo.

Ma focalizziamoci su Palm Springs, il giorno dopo la notte infernale, facciamo un bel giretto: è una cittadina magnifica e che consigliamo caldamente di visitare magari dedicandole 3-4 giorni, ha un clima prettamente desertico essendo situata nell'area desertica della Coachella Valley.
Passeggiamo sulla Walk of Fame visto che ce n'è una anche qui.
Dovrebbe esserci pure una statua di Marylin Monroe ma purtroppo al suo posto troviamo solo un cantiere! Peccato.. 





Dopo la passeggiata decidiamo di prendere la famosa Palm Springs Aerial Tramway, una cabinovia con il fondo che ruota così che salendo si possa vedere il paesaggio sottostante a 360°. 

Palm Springs 

La città ci piace molto anche dall'alto, facciamo qualche passeggiata, incontriamo simpatici scoiattoli ma poi però viene il momento di scendere dalla montagna perché altrimenti a San Diego chi ci arriva più!

Ci avviamo quindi verso la nostra nuova destinazione, San Diego!
Quando arriviamo è amore a prima vista! Che bella città, si respira aria di "don't worry" e "take it easy" insomma l'adoriamo subito.

San Diego

Facciamo un giro per Gaslamp il quartiere più cool della città; ovviamente veniamo attratti dal mare e ci ritroviamo quindi sul molo davanti alla USS Midway che però visiteremo con calma domani.


Il nostro albergo è un po' fuori dal centro ma non è lontano e quattro passi fanno anche bene. 
Il mattino dopo di buon ora andiamo a fare colazione in un ristorantino di Little Italy, quartiere vicino al nostro hotel. La colazione è buonissima ma il servizio è decisamente in aria di San Diego, ossia mooooolto lento. Però fa niente, siamo in vacanza e va bene così.
Dopo aver mangiato una quantità indicibile di pancakes, andiamo a vedere la Midway. 
Lo giuro davanti a tutti: dopo aver visto a Londra la Belfast per ben 2 volte, aver visto la Intrepid Sea a New York, ora mi sono sorbita anche la Midway, basta navi.. nella mia vita ho dato!
Dopo la visita ci fermiamo sul molo dove un trio sta suonando egregiamente, mangiamo un gelato e ascoltiamo musica: non me ne andrei più, that's life! 


Invece noleggiamo due bici e ci facciamo una bellissima passeggiata. Ci godiamo davvero il pomeriggio anche se la bici con il contropedale invece che con il classico freno ci crea qualche difficoltà. 

A cena sta volta andiamo all'Hard Rock e non ci facciamo mancare buon cibo, buona birra e altrettanto buona musica.




Link all'album con tutte le foto di Palm Springs e San Diego QUI

Anche il tempo a disposizione di San Diego purtroppo scade.
Il giorno dopo ripartiamo in direzione di San Bernardino: dobbiamo riagganciare la Route 66 per terminare il viaggio sul molo di Santa Monica.
A San Bernardino c'è il primo Mc Donald's della storia, quello da cui tutto è iniziato. Siamo curiosi di vederlo. Non è facile trovarlo,ma ci aiutiamo con il navigatore, visto che di cartelli non c'è nemmeno l'ombra :-(

San Bernardino, 1st McDonald's


La strada per Santa Monica è abbastanza lunga in termini di tempo: le distanze non sono chissà che ma purtroppo il traffico di Los Angeles è famoso per essere caotico. In buona sostanza bisogna rassegnarsi ad essere sempre in colonna.
Prima di arrivare però troviamo ancora qualche punto che si può considerare un Landmark


Dale's Garage a Monrovia





Non siamo sempre sicuri di essere ancora sulla mother road ma poi finalmente un cartello ci da quella conferma che cerchiamo.. 
Il passaggio a Pasadena è un'ulteriore conferma e da quel poco che riesco a vedere, si tratta di una città davvero bellina.



Los Angeles
Entriamo a Los Angeles!!! Da qui via c'è poco da distrarsi, il traffico è, come già detto, caotico e la città è molto ma veramente molto grande (come il Canton Ticino se vogliamo considerare tutti i suoi margini). Alla fine però ci districhiamo bene; vale come per Chicago o San Diego o Las Vegas: tutto è molto ben segnalato, le uscite vengono indicate per tempo, il traffico è snello e in linea di massima la gente è cortese e corretta al volante.
Arriviamo a Santa Monica parcheggiamo e andiamo direttamente al Molo!

Molo di Santa Monica, Los Angeles

Quando sei li sotto ti rendi conto che.. è finita. Sei arrivato. 
I primi giorni sembrano lontanissimi, hai visto così tante cose, alcuni ricordi iniziano già ad essere un po' sbiaditi, altri invece sono nitidissimi.
Sei felice ma allo stesso tempo un po' malinconico. 
Facciamo una passeggiata sul Pier

Santa Monica Pier


 e poi le foto di rito


Non mancherà nemmeno il certificato!
Verso le 17 decidiamo di partire da Santa Monica per raggiungere il nostro hotel che si trova a Hollywood. Sono 26 km, ma sappiamo che dovremo armarci di pazienza, sul traffico di L.A. ne abbiamo sentite di ogni.
In effetti raggiungiamo l'hotel alle 19.30! Però nel frattempo abbiamo potuto goderci un po' di paesaggi anche se solo dall'auto. Beverly Hills, Rodeo Drive, Hollywood Boulevard.. la prima impressione è che ci si aspetta sempre troppo da questi posti solo perché li si vede in tv.
Prendiamo posto in albergo e poi andiamo a Universal City a cena, siamo infatti nella zona degli Universal Studios e il nostro hotel è collegato alla città degli Universal da una passerella quindi vicinissimi.
Domani andremo a visitare gli Studios!

Abbiamo prenotato e comprato in anticipo su internet i pass "Front of Line" ed abbiamo fatto bene. C'è in giro un sacco di gente come era ovviamente prevedibile. 
I Front of Line sono dei pass che vengono rilasciati ogni giorno in numero limitato. Con questi si ha accesso prioritario alle varie attrazioni, addirittura in alcune ci sono i posti  migliori prenotati. In tutti i casi il vantaggio è di saltare la coda. Non abbiamo mai aspettato e siamo sempre passati davanti a tutti, decisamente una bella idea. Ovviamente non è gratis.. il Front of Line costa 140 $ mentre il biglietto normale 87 $;  ci sentiamo di consigliarlo perché le file sono veramente molto lunghe.

Universal Studios - Los Angeles

Il giro in trenino in mezzo agli studi vale veramente la pena, è stato molto interessante, spiegato bene da una simpatica guida/attore. Stavano girando alcune scene di CSI ma ovviamente non ci è stato consentito vedere.. peccato ! 
Poi i vari Terminator, Shrek 4D, casa degli orrori, animali attori, insomma chi più ne ha più ne metta; si entra alle 9 del mattino e se ne esce a tarda sera stanchi morti.

Il giorno dopo decidiamo per un giro in città. E' sconsigliato muovere l'auto, anche perché il traffico ti imbottiglia per ore ed è veramente stupido perdere tempo in quel modo. Abbiamo vicino la fermata della Metro e decidiamo quindi di approfittare di questo mezzo comodissimo. 
Capiamo subito perché c'è così tanto traffico: nessuno usa la Metro! Mai visti treni così vuoti. Da questo punto di vista gli Americani sono veramente dei begli elementi...
Ci fermiamo sull'Hollywood Boulevard, vogliamo farci la Walk of Fame. Non ci si deve proprio aspettare nulla se non un marciapiedi pieno di stelle! Attorno alla stella di Robin Williams ci sono delle transenne e un'infinità di fiori lasciati dai fans. Anche quella di Loreen Becall ha molti fiori e oggetti ricordo. I due attori se ne sono andati proprio alcuni giorni prima del ns passaggio

Walk of Fame, Los Angeles


Per fare tutta la Walk of Fame ci vogliono diverse ore, ci si sente anche un po' idioti, tutti in giro a camminare a testa bassa per leggere i nomi sulle stelle, scontrandosi ogni tanto ! 
Pranziamo e poi ci dirigiamo sul Sunset Boulevard; se ci si aspetta qualcosa di particolare da quella che è una delle strade più famose di L.A., ci si sbaglia di grosso.



Passeggiamo, guardiamo qualche negozio, andiamo a bere qualcosa e poi torniamo in hotel, è già pomeriggio inoltrato e decidiamo di passare qualche ora in piscina gustandoci il caldo e i cocktail!

Il giorno dopo lasciamo l'albergo e ci dirigiamo verso il Griffith Observatory. Da lassù si ha una vista a 360° sulla città di Los Angeles e soprattutto si vede molto bene la scritta Hollywood. Fa troppo caldo per andare fino alla scritta stessa che si raggiunge solo a piedi, non vogliamo cimentarci in questa impresa che però consigliamo se si è a L.A. in primavera o in autunno.

Griffith Observatory
Hollywood Sign
Los Angeles 

Ripartiamo dal Griffith Observatory diretti a Venice Beach, abbiamo voglia di rilassarci un po' in spiaggia e Venice non l'abbiamo ancora vista. 
Il luogo culto di tutti i fanatici della palestra. Arriviamo e parcheggiamo, è già abbastanza presa d'assalto. 
Sul marciapiedi che costeggia il lungo mare ci sono parecchie persone, chi a piedi chi in bici e chi con i pattini. Divertente la palestra all'aperto!
Baracchini e negozietti ovunque. 

Venice Beach, Los Angeles

Stendiamo i nostri teli in riva all'Oceano Pacifico e ci godiamo i maldestri tentativi di cavalcare le onde da parte di tanti apprendisti surfers!





Il pomeriggio passa in fretta, purtroppo.
Infatti le nostre vacanze sono giunte alla fine, dobbiamo avviarci verso l'hotel dove riconsegneremo l'auto 

e passeremo l'ultima notte. Domani mattina presto abbiamo l'aereo che ci porterà a casa, via Toronto.

Link all'album con le foto degli ultimi giorni a  Los Angeles QUI

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Conclusione:

Durante i primi giorni di viaggio il nostro pensiero era che, forse, la parte dall'Illinois all'Oklahoma si sarebbe potuta omettere. Chi per ragioni di tempo non può fare tutta la Route 66 può iniziarla da Oklahoma City o anche dopo. 
Però quando si arriva in fondo e si pensa a tutto quello che si è visto, ai km fatti a volte anche annoiandosi, ci si rende conto che è tutto questo che "fa il viaggio" su questa strada. Quindi il consiglio è proprio di farla tutta come abbiamo fatto noi con la consapevolezza che spesso ci si ritrova nel nulla e intorno non c'è niente. Ma che anche questo niente ha un suo sapore particolare.
Non bisogna essere schizzinosi, non bisogna cercare il lusso perché non c'è, bisogna avere un buon spirito di adattamento e tanta curiosità, questo è il mix che rende una vacanza così assolutamente indimenticabile.
Le foto sono un buon documento per non dimenticarci di nulla, ma quello che è impresso nelle nostre memorie va ben oltre!
E adesso, scherzi a parte, a me vien da piangere, maledetta malinconia!

Nota:
Thomas ha voluto questo viaggio per sottolineare i suoi 40 anni. 
Spero di essere riuscita a rendere questo suo desiderio il più indimenticabile possibile.


risveglio in volo sopra la Gran Bretagna, "quasi a casa"