venerdì 31 agosto 2012

Rientrati

Siamo rientrati ormai da due settimane, fisicamente di sicuro.. con la testa un po' meno.
Mamma mia che vacanza, che avventura, che emozioni... 

Dopo l'ultimo post ci siamo trasferiti a Seward: una cittadina che merita sotto tutti i punti di vista!
Tranquilla e senza chissà che da fare o vedere ma assolutamente un posto dove ti senti subito a casa e ti trovi bene, soprattutto se sei come noi che cerchiamo sempre quel po' di tranquillità in "più".
A Seward abbiamo fatto anche un'uscita in barca. Si trattava di una piccola imbarcazione, forse anche più piccola di quella dei pescatori. 
Eravamo in 18, direi che oltre questo numero la presenza in barca diventa troppa, soprattutto perchè un'uscita del genere è di solito scelta da fotografi professionisti per cui arrivano con apparecchiature decisamente ingombranti.
Con noi c'erano due elementi che non saprei definire bene. 
Uno era un americano insopportabilmente arrogante e prepotente, già mi stava un po' sulle balle per l'atteggiamento se poi ci mettiamo che era pure Nikonista abbiamo fatto l'en plein :-) -non me ne vogliano troppo gli amici Nikon...-
L'altro era -crediamo- francese. Abbastanza riservato e comunque più discreto e non prepotente come l'Americano, nonostante avesse anche lui attrezzatura decisamente ingombrante.
Al primo momento con "solo" il mio 100-400 mi sentivo in imbarazzo, sta gente arrivava con roba dal 600 in su.. poi quando hanno dovuto iniziare a muoversi con tutto quell'armamentario sulla barca, la mia dea interiore (questa la rubo a Anastasia Steele .. 50 sfumature...) ha iniziato a ballare la samba! 
Io mi sono spostata sempre in scioltezza da un lato all'altro della barca inoltre ho affibiato a Thomas la 400D impostata su automatico (sigh, sigh.. mi sono fatta violenza mettendola sul quadratino verde!!) e quindi siamo sempre riusciti a coprire bene tutti i lati della barca.
Abbiamo visto balene, sea otters (lontre di mare), delfini, foche, aquile, gabbiani, cormorani, i simpaticissimi puffin! Devo dire però che la cosa che più ci ha emozionati sono stati i ghiacciai. Con la barca ci siamo avvicinati molto all'Aialik Glacier, un ghiacciaio ancora abbastanza in salute.
In tutti i casi sentire il rumore del ghiaccio è un'emozione veramente forte. Ci si rende conto che è una cosa "viva" e non solo un ammasso di ghiaccio. Quando è stato il momento di venir via avevo le lacrime agli occhi, mi ha veramente emozionata.
Rientrati a Seward e scesi dalla barca ho avuto forte la percezione di aver vissuto una giornata che per sempre rimarrà indelebile nella mia memoria e che mi ha fatto vivere sensazioni che difficilmente potrò rivivere.
Un po' come quando a Valdez abbiamo visto l'orso.

Potete trovare tutte le foto sugli album online di Picasa web, qui.

Il giorno dopo la crociera abbiamo fatto un giro all'Exit Glacier, siamo rimasti molto male quando abbiamo visto che negli ultimi 14 anni si è ritirato quasi 200 metri! Sono tantissimi, è sconvolgente, un ghiacciaio che sta decisamente morendo e nessuno fa nulla!! Noi, tutto il mondo intero, stiamo a guardare i ghiacciai che spariscono e che si sciolgono di anno in anno... 
Dopo la visita all'Exit Glacier abbiamo fatto un giro in città a Seward, ci siamo fermati in qualche negozio ma invece che comprare qualcosa c'erano le commesse che apprezzavano i miei jeans Desigual.. che ridere!

Il giorno seguente siamo ritornati sulla strada per Anchorage dopo aver visitato la cittadina di Whittier: incredibile quel posto! 
Si passa un tunnel tipo quello che c'è per andare a Livigno e si arriva in questa città che è stata creata durante la guerra apposta come punto strategico in quanto difficilmente raggiungibile (il tunnel è stato fatto solo in tempi abbastanza recenti, per anni la città è stata raggiungibile solo via mare). La prima cosa che si vede è un mega-palazzone ormai abbandonato: fino a pochi anni fa li dentro viveva praticamente tutta la popolazione di Whittier, poche centinaia di persone. Il palazzo è collegato tramite un tunnel sotterraneo alle scuole e ai "negozi", cque al resto della cittadina. Ora quel palazzo non è più abitato, essendo stato costruito durante la guerra è decisamente vetusto e al momento anche molto diroccato. 
Per risolvere il problema ne hanno semplicemente costruito uno simile un po' più in là... ehehe.. non si sono sforzati molto.
Faceva un tempo da lupi ed ha iniziato anche a piovere inoltre non è che ci sia molto da fare o vedere dunque ci siamo diretti ad Anchorage.
Alle 16.00 abbiamo restituito quella che per quasi 3 settimane è stata la nostra casa. Mi è venuta una malinconia della miseria a restituire il camper, era un po' come guardare in faccia la realtà: le vacanze erano finite!!!
Andati in albergo ci siamo sistemati un attimo poi abbiamo fatto il giro "souvenir" ad Anchorage, città che mi è piaciuta tantissimo ed ho iniziato ad amare! Mi piace perchè tranquilla, simpatica, rilassante, con uno Starbucks irresistibile :-) 
Il giorno dopo ci siamo alzati con calma e dopo colazione siamo andati in aeroporto per poi imbarcarci sul volo Anchorage-Fairbanks-Francoforte.
A Francoforte siamo arrivati con gran ritardo ed abbiamo dovuto fare una corsa per prendere la coincidenza per Zurigo. Oltre al ritardo ci si è messo l'aeroporto che è organizzato malissimo, abbiamo praticamente dovuto attraversarlo tutto, fare i controlli di sicurezza e il mio zaino è stato di nuovo sottoposto a controllo anti-esplosivo... uffa!! Siamo arrivati al gate con la final call.. roba che DETESTO ! Beh, alla fine siamo comunque riusciti ad imbarcarci quindi "tutto bene quel che finisce bene".
A Zurigo la mia valigia non era arrivata ma non mi sono sorpresa più di tanto;col ritardo con cui siamo arrivati a Francoforte era praticamente impossibile scaricare tutto l'aereo da Anchorage e riuscire a caricare le valigie sul volo per Zurigo. Probabilmente quella di Thomas era tra le prime scaricate ed è arrivata, la mia no.

Vorrei far notare che c'erano persone arrabbiate perchè non gli era arrivata la valigia e se la prendevano con le impiegate del lost & found. Queste persone al minimo hanno un cervello da  "c'è neeeessssuuunooo?" e sono veramente dei burini! In 22 anni che volo è la prima volta che una valigia mi arriva dopo (non le perdono mai, sono codificate ed è praticamente impossibile!) e comunque anche se succede, non è certo la signorina al L&F che c'entra... ci sono fattori ben diversi, tutti possono sbagliare, c'è chi sbaglia anche peggio che il semplice sbagliare a caricare una valigia e comunque orari, voli, ritardi, coincidenze, fattori tecnici ... sono tutte cose che possono creare qualche disagio. 
Quel che è veramente intollerabile è il comportamento arrogante e idiota di chi si arrabbia e se la prende con chi non c'entra nulla.

Io la mia sono andata a ritirarla sabato mattina ad Agno, dove sono rimasta a chiacchierare per 45 minuti con le Guardie di Confine (hanno voluto aprire la valigia) ... una di loro l'anno scorso è stata in Canada per cui voleva sapere tutto dell'Alaska e io per contro volevo sapere tutto del Canada... 
Probabilmente se non avessi dovuto preparare il pranzo a Thomas, sarei giù ancora adesso a chiacchierare .. a dimostrazione che nemmeno il controllo della valigia mi tocca più di tanto. Le Guardie di Confine non hanno fatto altro che il loro lavoro e alla fine è stato anche divertente ed ho deciso che prima visiterò il British Columbia invece che il Quebec (quando andremo in Canada) alla fine se sei un minimo "open mind" e affronti la vita con il sorriso in qualsiasi situazione non hai che da trarne vantaggio e imparare qualcosa di nuovo in ogni occasione!!!




lunedì 13 agosto 2012

Breve

Non è che ci sia un granchè da dire...
Eravamo a Kenai per un paio di giorni, cittadina piuttosto noiosa così come i suoi dintorni. Abbiamo fatto qualche piccolo trail ed io ho rischiato di addormentarmi anche mentre camminavo... ci hanno detto che c'erano Moose e orsi: visto niente, solo una sfilza di alberi tutti uguali.
Partiti da Kenai siamo andati a Homer, leggermente meglio ma niente di che. C'è il cosidetto Homer Spit che è una lingua di terra che si estende sul mare; per come è concepito (negozietti e ristorantini turistici) paragonabile a Rimini per cui la sottoscritta l'ha detestato seduta stante!
La old town di Kenai in compenso è carina e traquilla.
Abbiamo avuto il piacere di vedere qualche aquila, se riuscissi a vederla da più vicino sarei contenta ma per il momento va bene così.
Ora ci siamo spostati a Seward: sembra molto carina e animata. Forse avrei fatto meglio a programmare 2 giorni in più qui e uno solo a Kenai e a Homer.. ma non ho la sfera magica e certe cose non si possono sapere prima!
Domani levata presto: andiamo a fare un'uscita in mare con la barca. Abbiamo prenotato una crociera salasso, costa il doppio delle altre ma è perchè si è solo in 16 (le altre sono barche da 200/250 persone) e si va dove nei giorni precedenti sono stati avvistati più animali. Speriamo in bene....
So già che la balena non la vediamo, ormai non è più il periodo, si sono già spostate. Spero però in qualche Foca e qualche Puffin, ma meglio non aspettarsi troppo, così caso mai non si rimane delusi!




giovedì 9 agosto 2012

On the road

Dal 5 all'8 agosto:
La menata di non scrivere tutti i giorni è che poi ci si dimentica le cose, anche se è passato poco tempo!
Siamo partiti da Fairbanks direzione di Glennallen, sulla Richardson Highway. Devo dire che la famigerata Lonley Planet la definiva una strada piena di fascino e con tante cose da vedere.. mah.. forse per chi viene dal Texas o dall'Arizona. Io mi sono addormentata...
Prima di arrivare a Delta Junction abbiamo visto alcune Roadhouse: belle, sono tenute bene e, cosa che ho particolarmente apprezzato, hanno sempre un sacco di vecchie fotografie a testimoniare passaggi e persone. Io adoro le vecchie foto!
A Glennallen abbiamo preso posto al nostro campeggio: sembrava un posto un po' old stlye ma se fosse spuntato un serial killer dal mezzo del bosco, non mi sarei stupita. Non è che mi sentissi molto a mio agio li. L'ho prenotato per due notti: chissà cosa mi è saltato in mente.
Il giorno dopo siamo andati a Valdez dove in 4 ore di visita abbiamo potuto assaporare ben bene tutte le stagioni e i tipi di meteo dell'Alaska. Mancava solo la neve!
Siamo arrivati e c'era pioggia a dirotto per cui ci siamo bardati a dovere con tanto di copertura degli zaini. Tempo 10 minuti ed eravamo in maglietta: ha smesso di piovere, è uscito il sole e faceva caldo!
A Valdez abbiamo gironzolato un po' per la città, guardato il porto, i pescatori e la pulizia del pesce, bighellonando un po' di qua e un po' di la. E' una città tranquilla, che si porta dietro il fardello del disastro della Exxon Valdez. Da allora la fauna ittica non è più tornata come prima.



Appena fuori Valdez ci siamo fermati presso un torrente dove a quanto sembra si vedono i salmoni risalire la corrente: probabilmente quando siamo arrivati noi erano in sciopero perchè se ne stavano tranquilli tranquilli a nullafare nell'acqua, di risalire la corrente non gli passava neanche per l'anticamera del cervello.
Noi stavamo li a guardare sti salmoni e ad un certo punto ecco chi ti appare....



Yoghi, Bubu o come volete chiamarlo, questo simpaticone è uscito da in mezzo all'erba alta senza nemmeno farsi sentire, era a 7-8 metri da noi. Io ovviamete non stavo più nella pelle e nemmeno nel cervello. Tutte le distanze di sicurezza che ti dicono dovresti tenere da un orso, me le sono scordate all'istante, volevo solo riuscire a fotografarlo! Poi a un certo punto è sparito nel bosco dietro di noi e sono effettivamente rinsavita, pensando "e se ci arriva dietro" ??? La stessa cosa l'ha pensata Thomas per cui abbiamo cercato di metterci in una posizione più favorevole all'eventuale fuga.
Per fortuna l'orso (in questo caso un orso nero) era più interessato al salmone che a noi.
Dopo aver visto l'orso avrei potuto tornare a casa di corsa, era quello che volevo venendo in Alaska
:-) target centrato in pieno!
Siamo tornati al ns campeggio da serial killer e il giorno dopo ci siamo avviati verso Palmer, direzione completamente a Ovest, per ritornare adagio adagio sui nostri passi verso Anchorage e poi scendere sulla Kenai Peninsula.

Prima di Palmer abbiamo visitato la Musk-Ox Farm. Nulla di eclatante ma almeno si conosce un po' di più su questi animali (buoi muschiati) che in Alaska si sono estinti alla fine del 1800 ed ora invece sono stati reintrodotti "utilizzando" dei buoi che provengono dalla Groenlandia. Sono degli animali preistorici e i maschi anziani sono decisamente imponenti.



Nel pomeriggio siamo andati sull'Hatcher Pass a visitare una vecchia miniera d'oro, la Indipendence Mine State: è un must, siamo in Alaska, terra di conquiste e di cercatori d'oro, la visita alla miniera non poteva certo mancare!
E' tutto molto distrutto, tanti edifici sono crollati, a parte i dormitori e pochi altri.
Ci siamo chiesti se è stato a causa del terremoto del 1964 o dei danni dovuti all'abbandono e alle nevicate: non abbiamo trovato informazioni a tal riguardo ne al visitor center ne in internet.

Dopo la visita alla miniera siamo scesi a Wasilla e siamo andati agli headquarters della Iditarod: dopo aver visto quelli della Yukon Quest, non potevamo non vedere gli Idita.
Io sono presto sprofondata nel mio habitat naturale: circondata da cani!
Impressionante è stato vedere come un attimo prima erano li traquilli accucciati a ronfare e appena abbiamo messo piede sul "carretto" per andare a fare il giro nel bosco, si sono alzati alla velocità della luce ed hanno iniziato ad abbaiare e ululare.



Il capo-branco è stato subito individuato in un cagnolotto neanche tanto grande, color beige, che ha dato subito una bella rigirata al vice-capo-branco che gli stava accanto! Sono veloci, grintosi, e... RIDONO! Eh, si! Hanno quella espressione negli occhi, che sembra farli ridere. Non vedevano l'ora di correre e non hanno mancato di farlo capire.
Dopo il giro in "carretto" siamo andati a coccolare i cuccioli e poi gli altri cani grandi: uno più socievole dell'altro, tutti coccoloni.
Mi ha colpita molto uno in particolare, per gli occhi azzurrissimi.


E' un luogo comune che i cani da slitta debbano avere gli occhi azzurri: alcuni li hanno altri no, ma non implica nulla sull'idoneità del cane.
Avevo notato nelle foto sia della Yukon Quest che della Iditarod, che vengono usati pochissimo i Siberian Husky o gli Alaskan Malamute.
In effetti in Alaska hanno una razza che non è riconosciuta in quanto tale a livello internazionale, l'Alaskano. In effetti a vederli sembrano emeriti bastardi e lo saranno pur anche ma sono cani più piccoli e agili degli Husky, molto "elettrici" nell'atteggiamento e visto che me li sono spupazzati per un bel po', ho potuto notare anche un fisico estremamente muscoloso e tonico così come un pelo grosso e ispido, quasi come quello dell'orso. A Seward dovremmo trovare un altro punto dove vengono presentati i cani del vincitore di una delle ultime edizioni della gara. Se vi interessa... allora: STAY TUNED !!!

Dopo i cagnoli siamo andati diretti in campeggio a Palmer, sta volta nulla a che vedere con i serial killer, poi cena e nanna.

*****
Una bella dormita ristoratrice e poi muso a sud, per dirigerci nella Kenai Peninsula, dove siamo ora mentre scrivo. Sulla via di Kenai ci siamo fermati in un simpatico paesino rimasto ancora molto "rurale", si chiama Hope (Speranza): un nome una garanzia ?
Il percorso fin qui è un po' uguale a quanto visto fino ad ora, a tratti sembrava di essere sul S. Gottardo parte Urana, scendendo zona Hospental. A tratti invece mi sentivo nei Grigioni, prima di Splugen. Il panorama in Alaska è molto simile a quello della Svizzera.

Arriviamo finalmente al mare anche se credo proprio che non mi abbronzerò molto but never say never!



E' bello qui, il posto in campeggio l'abbiamo pagato a peso d'oro ma volevamo una postazione con vista mare e così è.
Abbiamo messo i piedi in acqua: freddissima al primo momento ma poi si stava magnificamente, ci ha riattivato la circolazione che era un piacere.
La vista sul Cook Inlet e tutte le montagne è magnifica: bellissima sensazione è vedere il mare, girare in maglietta e calzoncini e appena di la.. le montagne innevate.
Sta sera poi abbiamo avuto il piacere di un tramonto bellissimo (alle 22 passate ..)

domenica 5 agosto 2012

Circolo Polare Artico

Circolo Polare Artico.

3 agosto

Il giorno del mio compleanno levataccia presto e partenza appena possibile (ore 7.00).
Siamo andati a far benzina e poi ci siamo diretti a Nord che più a Nord non si può.. Circolo Polare Artico.
Una strada lunga e tortuosa la Dalton Highway, che a tutto sembra fuorchè ad un'autostrada.
Sono 640 km di cui 400 di sterrato. Ad un certo punto pensavo che il nostro camper si sarebbe ribellato! Sentivo solo scricchiolii e padelle, posatee piatti vibrare.
Al miglio 10 eravamo fermi a causa di lavori in corso, tutta la gestione è molto particolare. Praticamente siamo stati fermi 20 minuti dopo di che sono "venuti a prenderci" per portarci 9 miglia più avanti, facendoci passare per i lavori in corso, che erano lunghi appunto 9 miglia ovvero 14.5 km! Alla faccia del cantiere.
(cliccando sul collage vi si ingrandiscono le foto -nel sito, sull'email non lo so)




La strada per il Circolo è costeggiata dalla famosissima Trans Alaska Pipeline: l'oleodotto che parte dall'estremo Nord (mare Artico) ossia Prudhoe Bay, fino a Valdez praticamente nel Golfo di Alaska. Sono 800 miglia (1287 km) di oleodotto che trasporta appunto a Valdez il corrispettivo di 700'000 barili di petrolio al giorno.


Per il resto non c'è granchè da dire, si viaggia per ore e ore su questa autostrada scomodissima e piena di buche, accanto alla Pipeline e in mezzo a foresta, foresta, foresta, foresta.. che dopo un po' lascia il posto alla tundra, tundra, tundra, tundra.
L'unica e sola variante la si trova a Yukon River, dove il ponte attraversa appunto il famoso fiume Yukon ed è l'unico ponte su tutto il fiume.



Arrivati al Circolo foto di rito e via.. on the way back.

Non c'è in giro nessuno, probabilmente visto anche il tempaccio che ci ha accompagnati oggi, i voli da Fairbanks non sono partiti e quindi di turisti nemmeno l'ombra.



I pazzi che intraprendono questa strada sono veramente molto pochi e infatti, una volta rientrati un campeggio, siamo diventati una sorta di attrazione anche perchè il nostro camper si presentava davvero "provato"!! -noi non da meno-





Il tempo di fare una doccia e siamo filati a nanna stanchi morti, a pulire il camper ci penseremo domani!

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Fairbanks

5 agosto

Dopo 9 ore di sonno ristoratore ci siamo alzati con calma e dopo colazione siamo andati a lavare il camper.. non c'era alternativa! Di nuovo ci siamo ritrovati ad essere una sorta di attrazione con gente che veniva a fare i suoi commenti e complimenti per l'impresa, cosa alquanto simpatica e singolare.
Oggi andremo a visitare un po' Fairbanks anche se, come tutte le città degli USA, non è che offra granchè.
Il Pioneer Park è abbastanza interessante e rende l'idea su quella che doveva essere la vita qui alla fine dell'800-inizio '900 nel periodo della corsa all'oro.

Puntatina in centro per una passeggiata e visita alla sede organizzativa della Yukon Quest, una gara di cani da slitta che si tiene tutti gli anni a febbraio ed è lunga 1023 miglia (1647 km). Tutti pensano che il massimo sia la Iditarod mentre invece la Quest è molto più tosta, obbliga le squadre a risalire ben 4 montagne mentre la Idita è tutta in pianura inoltre la Idita prevede 25 soste, la Quest solo 6!!! I cani che fanno la Quest sono dei veri duri ma anche per gli uomini non è facile, anzi.




Abbiamo socializzato con alcuni cuccioli, peccato non ci fossero anche i cani adulti. Mentre grattavo la pancia ad una cucciola e chiacchieravo con lei la immaginavo correre tra qualche anno con dietro una slitta.. le ho detto "fatti onore piccola, corri forte!!" Chissà che magari avremo una vera campionessa???






Dopo la visita allo Yukon Quest abbiamo fatto due passi e poi ci siamo diretti al "Large Animal Research Station", un centro dell'Università dell'Alaska che si occupa di studiare i grandi animali come Moose, Caribou, buoi muschiati ecc.. per il loro inserimento nell'ambiente.
Peccato che la guida della Lonley Planet riportasse le ennesime informazioni sbagliate (la guida sull'Alaska fa veramente schifo!) e quindi l'ultimo giro per vedere questo centro era già iniziato.
Ho tirato giù una vera maledizione!

Un pochino gli animali li abbiamo comunque potuti vedere seguendo un percorso che fa il giro del centro. Ovviamente avremmo voluto saperne un po' di più... domani non possiamo tornare in quanto ci spostiamo e la tappa è un filino lunga per cui non possiamo partire così tardi.



Da ciò abbiamo imparato che verificheremo sempre in internet gli orari di apertura di ogni cosa che andremo a visitare, non ci fideremo più della Lonley Planet.
E' pur vero che sull'Alaska l'unica guida è questa e non è più stata aggiornata dal 2009: un po' tantino.. forse i signori di Lonley Planet non hanno abbastanza richiesta per questa landa desolata negli USA?
A cena siamo andati in un ristorante niente male... finalmente abbiamo mangiato un po' di specialità locali e soprattutto scoperto che: il salmone qui non ha per niente lo stesso gusto che da noi e l'halibut è una vera squisitezza. E non sono luoghi comuni o frasi fatte!! E' vero!!!

Scampi con cuori di carciofi in salsina alla panna e scampi con riso integrale e salsina al cocco.


Il mio halibut in salsa al lemongras con riso integrale e verdure


Salmone di Thomas con riso e verdure






Thomas ha avuto il piacere di gustarsi due birre del Birrificio più a Nord degli Stati Uniti  e io mi sono semi ubriacata con un Chardonney che era la fine del mondo... festeggiavamo il mio 40esimo compleanno con un giorno di ritardo perchè ieri sera eravamo troppo stanchi per far festa!

Dovrei andare a dormire ora ma qui sono le 22.30 e c'è ancora tantissima luce. Abbiamo notato che a quest'ora è come da noi verso le 18.30/19.00 (vedi foto sotto). Per fortuna sul nostro camper riusciamo ad oscurare tutto e dormiamo molto bene. Di certo fa effetto tutta questa luce fino a tardi, un attimo fa  avevamo addirittura ancora anche il sole.


venerdì 3 agosto 2012

Da Denali a Fairbanks

Buon compleanno Helvetia

Come già detto il 1 agosto l'abbiamo passato girovagando nella tundra e nel bosco del Denali National Park. Ci sono diversi trail da quelli easy a quelli più impegnativi. Noi abbiamo scelto un paio di quelli vicini al campeggio perchè il tempo minacciava pioggia ogni minuto e quindi, anche se equipaggiati, non avevamo voglia di prendere una lavata.

Siamo andati fino al "Deadhorse lake" dove abbiamo potuto verificare di persona il grande lavoro che fanno i castori costruendo le dighe sui fiumi ecc..

Siamo arrivati fin proprio "dentro" ad una diga che uno o più castorini intraprendenti hanno costruito. Ogni legnetto porta i segni dei loro dentoni, uno spettacolo che forse in foto non rende.





Sulla strada del ritorno abbiamo incrociato il "Taiga Trail" che abbiamo deciso di seguire. Carino, nulla di che, si cammina per un'oretta e mezza nel bosco di larici, si guarda qualche fiore e si fa un pochino di strada in compagnia di 2 scoiattoli che hanno voglia di correre e inseguirsi. Il tutto in un rigoroso silenzio che domina il Denali: per chi come noi abita tutto l'anno al di fuori dal rumore, il silenzio è ormai un'abitudine ma immagino senza troppi problemi che per chi non è abituato, può essere inquietante.

2 agosto, partenza per Fairbanks

Dopo aver vuotato le acque del camper ed aver ricaricato l'acqua potabile, ci avviamo in direzione nord, Fairbanks.

La strada che sale è immersa nelle foreste, credo che ormai qui tutte le strade lo siano...

Arriviamo a Fairbanks e tiriamo dritto, vogliamo andare a North Pole: è una cittadina che negli anni 40 è stata fondata con questo nome, sperando che le aziende di giocattoli si insediassero qui.

La cosa non ha funzionato ma rimane comunque una cittadina che festeggia il Natale tutto l'anno. I lampioni delle strade sono rigorosamente bianchi e rossi a forma di "candy" e c'è un grandissimo negozio pieno di tutte le cose di Natale, che possono andare oltre qualsiasi fantasia.

C'erano delle decorazioni in legno (garantito locale e con tutto sto bosco attorno ci mancherebbe altro...) le avrei prese non fosse che io non faccio l'albero a Natale ...

Dopo questa visita un po' "kitch", andiamo a prendere posto in campeggio. E' situato sulle rive del Chena River, è carino.

Dobbiamo dedicarci ad un'attività prettamente camperistica: il bucato. Intanto che le macchine lavano e asciugano noi andiamo a fare 2 passi e qualche socializzazione.
Incontriamo infatti un Germanico che con il suo pick-up/camper sta facendo la PanAmerican! Lui e moglie staranno in viaggio per 26 mesi: hanno tutta la nostra più sana invidia. That's life!!!!!



Subito accanto ci sono degli altri Germanici che hanno appena inziato anche loro quest'avventura e staranno in viaggio per un anno.

.. ma appena più in là ci cade l'occhio su un camion "MAN", color sabbia del deserto, trasformato in camper e attrezzato a dovere ... targato.. SVITTO!!! Son quasi al termine della loro avventura durata, neanche a farlo apposta, un anno.




Salutiamo con una buona dose di ammirazione e torniamo al nostro bucato... elucubrando come poter finanziare anche noi un'avventura simile.

Intanto inizio a ricevere i primi messaggi d'auguri.. ormai i 40 incombono! Domani (per me... per voi "oggi") Circolo Polare Artico... il mio regalo a me stessa :-)


mercoledì 1 agosto 2012


ALASKA 28 luglio - 17 agosto 2012 DIARIO

Volo:

Siamo arrivati in aeroporto di buon mattino, per le solite formalità check in ecc..

I voli erano in ritardo sia a partire da ZH che a partire da Francoforte ma in tutti e due i casi la “colpa” era di Francoforte.

Va beh, comunque tutto è andato bene e siamo arrivati ad Anchorage volando sul nord Europa, passando accanto all'Islanda poi sopra la Groenlandia e via, diretti sul Canada, poco più di 9 ore e siamo arrivati dall'altra parte degli USA.

Il volo sul Canada è spettacolare, si vedono chiaramente i laghi e le montagne, quando poi si entra in Alaska è ancora più bello.

Abbiamo scoperto che proprio per il fatto che questa rotta porta in poche ore dall'altra parte degli Stati Uniti, questo volo è preso anche da molte persone che si dirigono in altri stati che non sono l'Alaska, c'era gente che aveva addirittura la coincidenza con Honolulu anche perchè l'Alaska ha molti collegamenti con le Hawai perchè molta gente di qui in inverno va li a “svernare”.

Anchorage:

Arrivati ad Anchorage abbiamo avuto subito la sensazione di un'altra America: nessuno corre, nessuno si stressa, nessuno è isterico, nessuno è arrogante. I primi auguri per il mio compleanno me li ha fatti l'Immgration Officer, molto diverso dalla signora poco elegantemente svaccata sulla sedia che ci ha accolti all'arrivo a NY nel 2011.

Siamo andati subito in albergo, abbiamo lasciato le valigie, ci siamo rinfrescati e poi siamo andati in centro a fare un giro. Dire centro è una parola grossa, tutta la vita si svolge attorno alla 4th e alla 5th Avenue. Però è carino, ci sono un po' di negozietti, qualche ristorante e bar, noleggi bici, solite cose. Sapevamo che altro non c'è, basta leggere la guida. Però è carina ugualmente.

Abbiamo mangiato il più tardi possibile per riuscire a metterci in fuso orario, ma non ce l'abbiamo fatta oltre le 18..

Alle 20 eravamo a nanna, stanchi morti. Praticamente non dormivamo da più di 20 ore. Io anche di più perchè la notte a Kloten ho dormito male e pochissimo, sull'aereo ho dormito zero quindi erano circa 24 ore che avevo gli occhi aperti.

Alle 22 ci siamo svegliati: i bambini che abitano nella casa in faccia alla nostra camera, erano ancora in giardino a giocare.. beh, vista la luce praticamente a giorno, chi li biasimava?
Ci siamo girati dall'altra parte e ci siamo riaddormentati secchi fino alle 6.30 di mattina.

Partenza presto, colazione da Starbucks, noleggio bici e giro per tutto il Costal Trail: bellissimo!
Abbiamo avuto il piacere di alcuni incontri con dei “moose” (alci).
Il primo è uscito dal bosco senza guardare e a momenti cilindra Thomas, il secondo era tranquillo a bordo trail e poi io ho visto una mamma con un piccolo poco più avanti, Thomas era impegnato a fare il cazzone in bici così si è perso “mum & little boy” hihihihi...
Non ho molte foto dei moose perchè  onestamente...  hanno un caratterino mica da poco (devo essere stata un moose in una vita precedente) e quindi se si incavolano attaccano. Visto che di solito ingaggiano combattimenti con lupi e orsi, non credo che io e il mio 1.57 x 60 kg avremmo avuto qche chance. Quando nell'obiettivo l'ho visto un po' troppo vicino ho deciso di battermela a gambe ...
In totale abbiamo fatto un po' più di 20 km in bici e una decina a piedi: siamo stanchi morti.

Domani ritiriamo il camper e ci trasferiamo a Denali.


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DENALI National Park:
Il 30 luglio abbiamo ritirato il nostro camper. Come sempre questi Americani devono esagerare, abbiamo noleggiato il camper più piccolo: un bellissimo Winnebago da 25 piedi, 6 posti. Ce n'è per i beati.




Bello, completo di tutto e proprio American Style ovvero: frigo megagalattico con comparto surgelati e soprattutto non poteva mancare il microonde. Certo nulla a che vedere con fuoristrada-camper e piccolo camper noleggiati rispettivamente in Australia e Nuova Zelanda. Stiamo andando in crescendo..
Dopo aver ritirato il mezzo abbiamo fatto spesa al supermercato.. un ottimo spaccato della realtà americana: surgelati e schifezze a gogo. Il reparto frutta e verdura in confronto al resto fa a dir poco ridere. Faccio fatica a seguire MB perchè non trovo le cose. Per fortuna almeno avena e latte di soia li ho trovati.
Carichi di tutto quel che ci occore siamo partiti alla volta del Denali National Park: 387 km.
Strada piuttosto noiosa, lo diceva la guida Lonley Planet, lo confermiamo anche noi.
L'arrivo a Denali cambia le cose. Ci si trova in un bellissimo bosco di Larici dall'estensione inverosimile: grande più del Massachusset, sono ca 17'000 km quadrati.
Non si può entrare, tutti si devono fermare all'entrata del parco, noi abbiamo prenotato al camping appena fuori, l'unico che (ufficialmente) accetta i camper, gli altri campeggi all'interno sono solo per tende.
Non siamo attaccati ne alla corrente ne all'acqua, qui è tutto molto spartano ma non è un problema, abbiamo le batterie cariche e siamo provvisti di generatore.
Ogni piazzola ha intorno ca 4-5 m di bosco: da una piazzola con l'altra non ci si vede.
Ognuno ha un suo tavolo esterno e il grill per fare il fuoco. Gli scoiattoli scorrazzano tutt'attorno.



Ci piazziamo, facciamo un giretto e alcune spese poi ci ritiriamo a cena e a letto presto visto che il 31.7. la sveglia suona alle 5.20: siamo prentotati per i tour a Kantishna, l'ultimo avanposto civilizzato all'interno del Denali, ex città di cercatori dell'oro.
Sarà un tour lungo in quanto la strada non è asfaltata e i pullman sono dei vecchi scuola bus riciclati per portare in giro i turisti. O così o a piedi, ma a piedi fino a Kantishna l'è longa : sono 92.6 miglia. Tanti km...
Partiamo con il nostro simpaticissimo Ranger Joe, che non sta zitto un attimo.
Capisco subito l'antifona: questo è un bellissimo tour/safari ma organizzato tipicamente per il popolo americano (culo largo 1 metro e mobilità zero ) le foto si fanno dal pullmann che si fema ogni volta che qualcuno avvista un animale. Risultato? Anche con l'obiettivo da 400 mm ho una serie di foto di caribou, orsi bruni, grizzly, scoiattoli, ma non vicino quanto speravo. Pace, spero di riuscire a fare foto più da vicino in qualche altra occasione.
Mi aspettavo qualche fermata che fosse un po' più di una tappa ten minutes per fare pipì. Certo se penso ai nostri compagni di viaggio.. l'unico momento in cui ci hanno fatto fare 15 minuti di camminata a momenti ne dobbiamo rianimare un paio.
Mi sento un'acciuga qui in mezzo a questo popolo di obesi che nel viaggio s'è trangugiato litri di Coca Cola “diet” insieme a porcherie varie non da ultimi pop-corn grondanti grasso a gogo.
E pensare che gli organizzatori dell'escursione ci hanno forniti di un bel sacchettino “lunch” completo di tutto: ma alla vista di mele e carote il popolo obeso ha sgignazzato e preso in giro.

Cambiando discorso, abbiamo avuto la fortuna sfacciata di vedere il South Peak e il North Peak del Mount McKinley. La montagna più alta di tutto il Nord America oggi si è mostrata a noi in tutto il suo splendore, evento che capita pochissime volte in un anno. Di solito infatti la montagna è immersa nelle nubi e nella nebbia. C'è gente che farebbe carte false per poterlo vedere così...




Siamo rientrati dopo 12 ore di gita, doccia e relax.. domani è un'altro giorno: 1.8 compleanno di mamma Helvetia e giorno di passeggiata “do it yourself” per noi.


Sono le 9.30 local time del primo agosto mentre scrivo questo post. In Svizzera tutti staranno ammirando fuochi d'artificio e festeggiando. Noi siamo in una giornata ventosa e freddina, forse pioverà anche. Ci apprestiamo ad andare a fare un giretto a piedi, sperando di vedere qualche bestiola.

La prossima volta che posterò saremo a Fairbanks.