domenica 17 gennaio 2010

ops...

E' vero, non ho ancora pubblicato l'album dei fiori e del Natale Neo Zelandese...
chiedo venia, non ho ancora avuto tempo, sono rientrata nei ritmi deliranti della vita quotidiana ed oggi, domenica ho deciso di larveggiare.
.. anche perchè ieri sera approfittando che Thomas era in Croce Verde, io sono andata a cena dalla vicina Fiorenza e siccome la compagnia Carusiese era veramente gradevole, sono andata a letto quasi alle 3!!!! Diciamo che è stata una cena luuuuuunggggaaaa....
Così oggi ho dovuto recuperare la notte....

:-)

lunedì 11 gennaio 2010

PICASA AGGIORNATO



Volevo semplicemente informare che ho aggiornato l'album on-line PICASA.
Mi manca ancora di pubblicare l'album dei fiori, conto di farlo sta sera.
Riciao
Dom

NZ - il rientro

Gli ultimi 2 giorni a Auckland li abbiamo passati decisamente bene.
L'ultimo giorno ci siamo gingillati per la città e volevamo andare all'Acquario. Per fortuna il tempo a nostra disposizione era troppo poco per cui abbiamo deciso di andare solo all'Auckland Museum.. un po' di cultura sempre meglio che vedere animali rinchiusi.
Ce ne siamo ritornati verso casa in una giornata bellissima e calda, la più calda fino a quel momento, certo sapere che in Svizzera nevicava, non ha contribuito.
Il viaggio è stato lungo ma è passato in fretta, come all'andata. A Melbourne abbiamo fatto uno scalo tecnico di un'ora e mezza per cui ne ho approfittato per comprare le Ugg per me e per la figlia di Uberto; decisamente un salasso... 50 franchi quelle x bambini, 99 le mie! in Europa sono tutti ladri!!
A Dubai siamo andati a fare colazione, un giretto per l'aeroporto che non è poi sto granchè anzi.. e poi siamo saliti sull'aereo che ci ha portati a Malpensa.
Come per l'andata, il ritorno è stato semplicemente la conferma che da Malpensa non partiremo mai più.
Sull'aereo carico di "... " .. bambini urlanti a go-go con genitori che se ne guadavano bene dal dire qualcosa, pianti e capricci a non finire.
Ora mi dico, si sa benissimo che l'aeroporto di Dubai è un HUB quindi un aereoporto dove la maggior parte della gente fa un transfer, arriva/parte per un'altra destinazione. Credo che sul nostro aereo ben pochi avessero fatto vacanza a Dubai oppure fossero in viaggio di lavoro quindi la maggior parte della gente arrivava da un'altra destinazione e suppongo avesse alle spalle minimo 4 ore di volo.
Come si fa a fare certi viaggi con un bambino piccolo (ce n'era una che aveva si e no 6 mesi). Onestamente non me ne frega una pippa di quello che i genitori vogliono o fanno, ma far sorbire agli altri certi urli, pianti, strepiti, latrati..
A un certo punto non ero l'unica ad essere stufa: buona parte dei passeggeri sbuffava e si lamentava. Come dargli torto? 6 ore e 20 così sono state una dura prova ve l'assicuro.
Arrivati a Malpensa poi il clou.. siamo atterrati alle 13.15, le valigie hanno iniziato a girare sul nastro alle 14.05. Forse il personale era in pausa pranzo??
No comment.
Alla fine, adesso siamo a casa ben contenti di esserci, nonostante la neve! E' sempre bello tornare a casa...

A presto,
Dom

mercoledì 6 gennaio 2010

ultimo aggiornamento prima del rientro

Anno astrale .. 03.01.2010
Ogni tanto mi sento un po’ il capitano Kirk dell’Enterprise!! Thomas fa il dr Spock con le orecchie a punta da vulcaniano ??? Va beh, si vede che sono una fan di Star Trek o cosa?
Oggi comunque siamo andati a visitare Waitangi: il Waitangi Treat e tutto ciò che gli sta attorno. Infatti nella Bay of Island vi è questo posto in cui gli inglesi fregarono pure i Maori (come più o meno tutte le altre nazioni che hanno conquisato…) però come dice Thomas, hanno fatto qualcosa di buono ossia metter pace tra le varie tibù. Un po’ come dire bravo a Bush che è andato ad avviare una bella guerricina nel Golfo, così da metter un po’ pace in Iraq… va beh, battutaccia. Io penso sempre ancora che ognuno dovrebbe farsi i fatti suoi in casa sua anche perché sti Maori poverini, alla fine c’hanno rimesso esattamente come gli aborigeni in Australia o i nativi delle varie tribù in Africa e quelli in America.
Abbiamo visto anche una dimostrazione di balli delle donne Maori, così come la famosa Haka: una bella “turistata” come direbbe il Claudio.
Comunque vedere un pezzo di storia Maori, la canoa di guerra, la casa di Busby ecc… è stato sicuramente interessante nonostante la mia vena polemica!
Al pomeriggio siamo andati a visitare KeriKeri, lo Stone Store che è il più vecchio edificio in pietra edificato in Nuova Zelanda –datato 1833- e un villaggio di pescatori Maori, parzialmente ricostruito ma per la maggior parte “mantenuto” e conservato. Questo è stato veramente bello, qualche cosa di “loro”.
Eravamo abbastanza stanchi perché il caldo qui ammazza o forse siamo noi che non siamo più abituati a questa temperatura; verso le 16.00 siamo dunque andati in campeggio, doccina, relax sulla sdraio a leggere un libro possibilmente lontano dal sole perché siamo ancora un po’ rossicci….
A cena Thomas mi ha portata nel ristorante accanto allo Stone Store; veramente un bel posto anche perché in riva al fiume che in realtà è una rientranza dal mare lunga qualche km. Abbiamo mangiato in un ambiente carino, raffinato, un po’ nouvelle-cuisine, sorseggiando un buon Chardonney. Ero così contenta e soddisfatta che non ho nemmeno avuto bisogno del dessert, ho saltato in pieno la mousse di cioccolato che dal menù mi chiamava a gran voce! Sono riuscita a far la brava.

04.01.2010
Ma siamo sullo stesso mondo di ieri????
Diluvio universale, il sole degli scorsi giorni è sparito. Partiamo da Kerikeri sperando che, visti i 200 km che ci aspettano alla volta di Cape Reinga, il tempo migliori. Illusion… il tempo non fa che peggiorare!!! Acqua e vento ci accompagnano fino al capo quasi più estremo dell’isola. Per fortuna non è freddo perché siamo in estate ma in compenso il terzo incomodo a Cape Reinga è la nebbia! Poco ci manca che non vedo nemmeno il faro che per la cronaca quand’è acceso –di notte- si vede da una distanza di 48 km. Sono un po’ delusa e mi rifiuto di tirar fuori la 400D e farla bagnare come inevitabilmente sarebbe… opto per la piccola tascabile che però ovviamente appena tiro fuori e accendo si lava da cima a fondo. Facciamo 3 foto di nuovo per dovere di cronaca e ritorniamo al camper, abbiamo fatto circa 500m sotto l’acqua e siamo fradici, nonostante l’abbigliamento opportuno, questo giusto per dire quanta acqua veniva giù. Mi par di sentire una ex collega (anche un po’ stronza e falsettina… togliamo pure l’”un po’” e ops, tolto anche qualche sassolino dalla scarpa!) che diceva che a Biella dicono che “piovono lavandini”.
La figata del camper è che ti porti sempre appresso tutto, compresi i vestiti! Quindi ci asciughiamo ben bene e poi ci cambiamo. Belli asciutti ritorniamo sui nostri passi.
Sono un po’ scazzata –lo sono sempre quando piove così, sono meteopatica- e quindi riesco ad attaccar lite con Thomas ma passa tutto in fretta perché lui mi conosce e sa che sono una lunatica quando piove.
Andiamo a vedere la Ninety Mile Beach in due posti diversi. Bella.. interessante… se si vedesse un po’ meglio sarebbe mica male insomma cazzarola.. piove e c’è la nebbia, non si vede una cionza.
Decidiamo quindi di andare in campeggio e prendere il nostro posto, più che altro perché io ho bisogno di riposare un po’. Chissà come mai ma verso le 13.30-14.00 mi viene sempre una gran stanchezza addosso.
Sono le 16 e io mi metto a riposare un pochino: l’idea era di dormire una mezz’oretta, ho dormito fino alle 17.15. Nella piazzuola accanto alla nostra sono arrivati una coppia di Svizzeri Tedeschi sulla 60ina, che avevamo già incontrato in campeggio a Orewa; anche qui mi vien da dire “com’è piccolo il mondo”. Questi signori poi sono veramente carini il genere di Svizzeri Tedeschi che ti fa piacere incontrare dall’altra parte del mondo!
A Tongariro invece avevamo incontrato un’altra coppia (più giovane, sui 30 anni) .. però quando abbiamo sentito che avevano il ns stesso passaporto, siamo andati a nasconderci. Lei era anche passabile, ma lui era un vero cretino! Il classico ragazzo che per rendersi interessante deve fare il baggiano e alla fine sembra solo lo scemo del villaggio… io guardavo gli sguardi della gente a cena con noi la sera di Natale e mi vergognavo per lui!
Domani riconsegneremo il nostro camper: casa per 15 giorni! Porca paletta siamo quasi alla fine della vacanza.
Tirando le somme a grandi linee e senza nessuna analisi approfondita perché quella la farò davanti alle foto e alla composizione del libro-foto (mi raccomando gente .. myphotobook.ch !!!! nothing else!!!), direi che:
Bella la Nuova Zelanda. La North Island bella da fare in questo periodo se vi piace il mare e se vi piace un po’ il caldo. Consigli? come sull’Australia: lasciate perdere gli hotel, non valgono la pena, salvo che non siano particolari (come dovrebbe esserlo il nostro di domani sera e dopodomani a Auckland –è una vecchia casa coloniale-)
Prendetevi un bel camperino, non troppo fuori misura, state secondo le vostre reali necessità. Ci sono alcune strade dove portare un camperone non è certo una passeggiata quindi se non siete proprio degli autisti provetti, state su una misura camper ragionevole (anche perché poi più grosso è più si paga e se è sovradimensionato è anche uno spreco).
I campeggi sono tutti molto belli e molto ben attrezzati: avete tutto quello che vi serve anche per passare un po’ di tempo con altra gente. Ci sono cucine che da quel che abbiamo visto sono sempre in ottimo stato, bagni ok, doccie pulite e sempre in numero sufficiente per soddisfare le esigenze. Abbiamo scelto la catena di campeggi Top10 in quanto sono tutti 4* o 4* plus dunque un’ottima categoria. Personalmente abbiamo prenotato prima di partire, quando abbiamo buttato giù il nostro percorso e questa è stata un’ottima scelta perché in questa stagione, da Natale via li abbiamo sempre trovati pieni quindi è una cosa che consiglio vivamente. Se poi qualcuno non vuole dormire in camper, ci sono sempre le cabine a disposizione nei campeggi. Thomas suggeriva quale possibile alternativa per la nostra futura visita della South Island, di noleggiare l’auto e fermarci nei campeggi prendendo però appunto le cabine. Questo anche perché la South Island sarà visitata sicuramente ancora nella loro estate-ns inverno ma farà più freddo in quanto più a Sud e ben vicino al Polo! Quindi le cabine potrebbero essere una soluzione economica e alternativa al gelo in camper anche se questi ultimi sono equipaggiati di stufette.
Per quel che riguarda il nostro tragitto: troncherei la Coromandel Peninsula, secondo me un giorno in più a Rotorua o nella Bay of Island sarebbe stato gradito…
Troncherei la parte sud della North Island: spiace per Wellington che ci dicono essere 1000 volte più graziosa di Auckland. Noi non possiamo dirlo perché pioveva a dirotto e non abbiamo visto granchè.
Ragionevolmente da Tongariro National Park “taglierei” l’isola a metà e invece che scendere a Wellington come abbiamo fatto noi, andrei a est verso il Lake Taupo e Rotorua. A Tongariro consiglio uno stop & go di almeno 3 giorni e ricordasi che a Natale è tutto chiuso! Un giorno in più vi permette di fare più cose e partecipare magari anche una gita organizzata, che abbiamo visto sono tutte molto interessanti.
A Rotorua consigliamo di fermarsi almeno 3 – 4 giorni non foss’altro che per tutte le attività ludiche e sport strani che si possono fare.
Da Rotorua via lascerei il percorso invariato come l’abbiamo fatto noi, salendo quindi di nuovo verso Auckland e la baia di Hauraki dopo di che la Bay of Island da non perdere e se riuscite a vedere Cape Reinga e il mare di Tasmania che si congiunge con l’Oceano Pacifico.. per favore fate una foto e mandatecela… io non ho potuto far altro che fotografare il mare di … NEBBIA!

Il prossimo diario di bordo sarà l’ultimo di questa vacanza e vi parlerà di Auckland, dove ci trasferiamo domani.


5.12.2010
Ci siamo svegliati e il tempo era decisamente cambiato rispetto a ieri!! Un sole che spaccava i sassi, così Thomas ha proposto di ritornare sui nostri passi e andare a Cape Reinga (100 km). Ho aderito alla proposta anche se un po’ titubante perché poi da Cape Reinga dovevamo ridiscendere a Auckland e fare quasi 500 km, entro le 16.00, orario di riconsegna del camper.
Quindi ragazzi.. la foto da Cape Reinga non me la mandate perché me la sono fatta da sola!!!!
E’ stato bello vedere il mare di Tasmania che si congiunge con l’Oceano Pacifico, così come vedere –finalmente bene- il posto dove gli spiriti dei Maori partono per l’ultimo viaggio.
Ovviamente essendo un luogo sacro bisognerebbe astenersi dal mangiare e bere: abbiamo beccato 2 con la faccia da strüdel, che si sono piazzati ben bene addirittura con tavolino e sedie pieghevoli, pane, burro e marmellata. Non ho veramente avuto parole, volevo dirgliene 4 poi ho deciso di lasciar perdere.
Sulla strada del ritorno ci siamo fermati in un bar dove ci eravamo già fermati ieri: sarebbe un bel posticino e si mangia anche bene, non fosse per le cameriere che ci stanno dentro che sono delle vere e proprie maleducate, si permettono di prenderti in giro perché la tua pronuncia non è perfettamente NZ (ma British! E che cazzo, l’inglese vero mica lo impari in NZ!!!!). Ieri ho soprasseduto all’atteggiamento, oggi non ce l’ho fatta: non ho proferito parola perché lo sguardo è stato veramente eloquente e chi mi conosce sa benissimo cosa intendo dire, quando mi incazzo, sono estremamente ESPRESSIVA! La signorina in questione è sbiancata di colpo, ha tappato la bocca, abbassato lo sguardo e fatto andare le manine (ovvero s’è messa a lavorare!).
Avrei potuto esordire con un What’s your problem ma poi la cosa sarebbe degenerata, io sarei passata agli epiteti in dialetto ticinese e non credo ne saremmo usciti tanto presto –e bene-.
Scediamo fino quasi a Auckland, ci fermiamo a Orewa e Thomas viene cazziato da una vecchia megera, per aver parcheggiato dal lato sbagliato della strada: infatti qui non è come da noi che se vedi un parcheggio laterale libero, indipendentemente dalla tua direzione di marcia, sia esso a destra o sinistra lo puoi prendere. No, qui puoi parcheggiare solo nel senso della tua direzione di marcia. La tipastra ce l’ha fatto notare, con buona dose di.. ehm.. savoire faire. Oh simpaticona, vieni in Svizzera a fare un giro in auto che poi inizio io a fare l’arrogante altezzosa. Va beh, s’è presa un bel VAFFF.. più mentale che altro e tanti auguri per il 2010…
La ciliegina sulla torta arriva alla riconsegna del Camper a Auckland: la tipa del noleggio ci fa storie per un minuscolo bollo che si vede lontano km che è vecchio come il cucco (e per pararmi il c**o ho fatto le foto con l’iphone, mica che mi addebitano il furgone per un bollo di 2 cm!).
Quando la “simpatica Maori” ci ha consegnato il camper, nella zona sotto al bollo ci ha fatto notare le scheggiature nella vernice che fanno i sassolini quando schizzano dalla strada e colpiscono la carrozzeria; ovviamente essendo un camper stra-utilizzato, le scheggiature sono tante e su tutti i lati del veicolo. Non capivo il perché ce li avesse fatti notare così: oggi ho il dubbio che fosse per distogliere la nostra attenzione dal bollo pre-esistente…
Morale della favola? non resisto più.. scoppio e in italiano viene fuori di tutto! La tipa capisce la mal parata e si rifugia in ufficio. Thomas va a fare il pieno del camper : anche li, storie perché la “tacchetta” non è incollata al pieno! Quando ce l’hanno consegnato non lo era, pensavamo che al ritorno ci sarebbe stata un po’ di flessibilità, tanto più che eravamo anche un filino in ritardo.. invece no, ovviamente la flessibilità dev’esserci solo da una parte (vogliamo parlare del serbatoio dell’acqua mezzo vuoto??? )
Mentre Thomas va a fare il pieno io sto fuori nel piazzale a sbollire (già.. sotto il sole.. sai che sbollita!), la tipa del noleggio riprova un altro approccio ma capisce che non c’è trippa per gatti, sono proprio very disappointed, anzi very very incazzata come una mina, che da secoli non mi sentivo più così. Bravi NZ ci siete riusciti…
Quando poi ritorna Thomas la tipa si scusa, gli dice che ha notato che sono veramente arrabbiatissima e quindi per questo non ci addebita il bollo! E certo che non ce lo addebita, sa benissimo anche lei che quel bollo è un pezzo che c’è -aveva già fatto anche al ruggine!-
Anche perché la sottoscritta non avrebbe permesso nessun addebito in carta di credito, avrei contestato sicuramente.
Secondo me questo era un mero tentativo di arrotondare la cifra del noleggio e se avesse trovato qualcuno meno incazzoso della sottoscritta (vedi Thomas) la cosa le sarebbe andata liscia. Non me lo toglie nessuno dalla testa.
Stanchi morti prendiamo il nostro bel “Discount Taxi” e arriviamo in hotel: un posto veramente magnifico, una vecchia casa in stile coloniale che è stata ristrutturata interamente dai due proprietari (John e Susanne) e adibita a B&B. I due simpaticissimi proprietari ci prendono subito sotto braccio e in men che non si dica subito dopo una sana doccia, finiamo in un Pub a sbevazzare con loro e altri due ospiti del B&B. Finisce che mangiamo li: un piatto di Seafood che erano una bontà! Peccato che siamo veramente stanchi e stravolti, alle 21 crolliamo ed abbiamo bisogno di un letto!

06.01.2010
Buona BEFANA a tutte!!
Ci alziamo di buon ora, facciamo colazione con John e Susanne e poi partiamo inizialmente alla volta del Ferry per Devonport e poi nel pomeriggio per un giro a Ponsonby e poi in centro per l’acquisto di qualche souvenir al negozio degli All Blacks.
Rientriamo per una doccia, ci cambiamo, usciamo per cena e … mi viene un male infinito al quadricipite della gamba sinistra. Che cosa diavolo sia successo Dio solo lo sa, forse il troppo camminare (ho camminato anche ben di più! Booo..) Cque ora sono qui semi distrutta sul letto ma va un po’ meglio.. due provvidenziali Nisulid che mi porto sempre appresso, stanno facendo effetto. Benedetti anti-infiammatori.
Domani… mattina credo andremo a vedere una specie di acquario non so bene dove/come/ecc… non che mi entusiasmi molto è risaputo che sono contro acquari, zoo ecc.. ma dobbiamo far passare la mattinata quindi va bene così.
Pomeriggio: prenderemo il nostro taxi ecologico (compagnia taxi rigorosamente munita solo di auto ibride!) e poi andremo a prendere il nostro primo volo a destinazione Melbourne – Dubai (durata totale 19 ore e 50…) Scalo a Dubai per 3 ore e 30 e poi di nuovo altre 6 ore e 20 fino a Milano.

A conclusione di tutto devo dire una cosa: la Nuova Zelanda ci è piaciuta ma sotto molti aspetti è stata una delusione. Ci auguriamo che l'Isola del Sud sia tutt'altro discorso.
I nostri ospiti del B&B ci parlano di una forte crisi e di tanta recessione.
In linea di massima che questo sia di lezione alla buona parte dei Neo Zelandesi per imparare ad essere un po' meno altezzosi, arroganti e maleducati, imparando che il turismo è un bene prezioso, visto che la botta maggiore l'hanno presa in questo settore. La Nuova Zelanda sia per gli europei che per gli americani non è esattamente dietro l'angolo e visto quanto si amano con gli australiani.. non è su di loro che possono contare! Quindi imparino ad essere un po' più gentili, SORRIDANO un po` più spesso e imparino dagli australiani invece che criticarli e sentirsi loro superiori...


Arrivederci al ns rientro.

sabato 2 gennaio 2010

aggiornamento un po' triste...

02.01.2010

Di solito scrivo il diario e lo posto ogni 2 giorni. Oggi infrango la regola.
Sono davvero triste, siamo usciti in catamarano per la nostra gita programmata da febbraio, con Carino Sailing.
Sull’organizzazione della gita e sulla Carino nulla da dire, persone squisite, simpatiche. Ci hanno portati in giro per la Bay of Island e tenuto compagnia per tutto il giorno. Sono sicuramente bravissimi.
Il loro scopo principale è però quello di accompagnare le persone affinchè possano nuotare con i delfini: sono una delle poche società di navigazione nella Bay of Island autorizzate a far scendere i clienti in acqua con questo scopo. Prima di partire precisano in modo meticoloso che si scende solo e soltanto se loro danno l’ok, se i delfini stanno bene, se non ci sono piccoli, se non stanno mangiando, dormendo o cacciando. Inoltre le persone possono scendere in acqua ma non devono aspettarsi nulla, sarà infatti il delfino a scegliere se interagire o meno.
Dopo poco più di un’ora di navigazione parzialmente a motore e in seguito a vela, avvistiamo il branco. Sono pochi e subito Vanessa (la nostra „captain“ e Scottie il nostro „skipper“ ci informano: non si può scendere in acqua, il branco sta svolgendo un rito che potrebbe essere paragonato ad un nostro funerale. Infatti un piccolo è morto e la sua mamma lo sta portando sulla sua pinna dorsale, gli altri delfini nuotano intorno ma si vede che sono tristi, non ci sono le evoluzioni (salti ecc..) che invece avevo visto fare ai delfini di Monkey Mia l’anno scorso. Inoltre Vanessa comunica che sono stati avvertiti che i „canti“ dei delfini sono tristi quindi non permetterebbero in tutti i casi a nessuno di avvicinarsi.
Il mio pensiero è „ma chi azz.. ne ha voglia di avvicinarsi??“ non potrei certo pensare di scendere in acqua con una situazione simile davanti agli occhi. Scatto alcune foto, poche. Sono senza voglia di fotografare il dolore di un animale e del suo branco: il piccolo delfino morto, posato sulla pinna della mamma è assolutamente sconvolgente e non mi va proprio. Lo faccio per dovere di „cronaca“ e perchè voglio un ricordo di come un animale reagisce ad un dolore. Scottie ci comunica che questa mamma porterà così il delfino per circa 2 settimane prima di rassegnarsi e lasciarlo andare. In queste due settimane è anche probabile che non si nutrirà.
Ci dicono che i delfini „bottlenose“ hanno un alto tasso di mortalità tra i piccoli ma anche qui io penso „e allora? La cosa non mi consola“.
Continuiamo il nostro giro in barca e poco dopo incontriamo un pinguino solitario che nuota tranquillo tranquillo come nulla fosse ma io sono così inebetita da quanto visto prima, che ora che realizzo della presenza del pinguino, lui praticamente è a riva.. Faccio una foto ma ormai lui è già così lontano che nemmeno se avessi montato lo zoom da 300 sarei riuscita a fare un foto decente. Ho perso l’attimo perchè la mia mente era in mare con una mamma delfino e lo è rimasta per tutto il resto del giorno.
Così mi sono gustata poco della crociera, abbiamo visto dei bei posti ma ormai per me la giornata era „storta“.
Ci siamo beccati una sonora stangata di sole, ho le ginocchia su cui potrei tranquillamente cuocere un paio d’uova, gli avambracci idem oltre alla crema solare sono dovuta andare a comprare il gel dopo sole di aloe vera! Che disascter.
Tra breve inizierò a preparare la cena: per sta sera il menù previsto è penne al gorgonzola. Lo so, mica tanto NZ style ma mi manca la pasta e sta sera me la voglio mangiare! Anche perchè qui hanno una pasta buonissima.. il riso in compenso fa un po‘ schifo..

venerdì 1 gennaio 2010

Diario Nuova Zelanda, aggiornamento degli aggiornamenti...

31.12.2009
Abbiamo lasciato Rotorua alle nostre spalle, non prima però di essere andati a visitare il Museo della Caterpillar.
Di nuovo sono rimasta a secco di batteria della macchina fotografica: questo innanzitutto perchè sono una tonta che non controlla mai, inoltre bisogna calcolare che di notte la temperatura scende abbastanza, nel camper non accendiamo il riscaldamento e quindi questo contribuisce a far si che si scarichi prima. Credo anche che dopo 2 anni la batteria un pochino inizi a cedere è probabile che al ritorno provveda davvero all’acquisto del battery pack. Ho abbandonato l’idea della 7D perchè credo abbia ragione Thomas, prima finisco tutti i corsi che voglio fare e imparo a sfruttare al top la 400D e poi, forse, la cambio. Dico forse perchè sempre più spesso mi sento un tutt’uno con la mia macchina fotografica, una sorta di affiatamento come con una vecchia amica. La conosco e la so usare più o meno in tutte le sue funzioni, ora poi la palleggio alla grande completamente in manuale, mi sento come se avessi in mano qualcosa che non mi tradirà mai! Guardo in quel display dopo ogni foto e trovo il risultato che mi aspettavo di avere, con grande soddisfazione; proprio per questo, finchè ci sarà questa soddisfazione, terrò la 400D.
Divago.. riprendo il filo del diario! Siamo risaliti fino a Auckland Nord, nella baia di Hauraki dove Alinghi ha veleggiato a suo tempo, vincendo quel che c’era da vincere, con grande rammarico dei Neo Zelandesi.
Ora siamo a Orewa, un bel posticino con una lunga spiaggia che di primo acchito mi ha fatto venire in mente Puket o meglio Patong Beach, non fosse che qui di sdraio e ombrelloni non ce ne sono!
Abbiamo vicino dei simpatici Neo Zelandesi che hanno attaccato bottone con Thomas mentre io ero a fare la doccia: sembra strano, i Neo Zelandesi fino ad ora ci sono sembrati così chiusi, un po‘ altezzosi e personalmente trovo le donne abbastanza volgarotte con un modo di ridere sfacciato e rumoroso, che poco si addice ad una signora. Diciamo inoltre che qui mi sono sentita un grissino, anche la stazza è di quelle piuttosto notevoli. Facendo vita da campeggio abbiamo potuto vedere cosa mangiano.. io non so con che cognizione una mamma può dare per COLAZIONE a sua figlia degli SPAGHETTI AL SUGO!
E cosa dire del pan carrè tostato e spalmato con 1 cm di burro? Ah.. ma però la versione burro senza colesterolo..
A Wellington sono rimasta scioccata da una famiglia composta da 6 adulti e 4 bambini: hanno cucinato una intera piastra da forno piena di carne per fare gli hamburger e un’altra intera piastra con dei salsicciotti per fare hot dog. Io pensavo che questi stessero cucinando per un gruppo di piloti che alloggiavano anche loro nel campeggio, nel senso che pensavo fossero con loro e tutta sta roba fosse per il gruppo.
Invece mi sbagliavo sonoramente: loro con il gruppo di piloti non c’entravano una mazza e tutto sto po-po di roba era solo per loro! Quanto hanno mangiato era una cosa indicibile, al limite del vergognoso. Anche a me piace mangiare e a volte, vedi ieri sera, mi riempio la pancia più del necessario, ma a tutto c’è un limite!
Fortunatamente a cena hanno però avanzato un po‘ di hamburger e hot dog, così hanno potuto dare la colazione ai loro figli il giorno dopo… !!
Ritornando ai signori qui da parte, hanno chiesto a Thomas un po‘ di informazioni sulla Svizzera. Quando Thomas gli ha detto che l’anno scorso siamo stati in Australia, si sono permessi di dire che l’Australia è bella.. peccato ci siano gli Australiani! Ecco.. peccato che io la penso proprio diversamente e questo tipo di frase conferma la mia opinione dei Neo Zelandesi. Un gruppo di conquistatori senza storia e senza cultura, che a differenza degli Australiani, deve ancora imparare a vivere in modo civile con il resto del mondo.
Bellissima la Nuova Zelanda.. peccato che ci siano i Neo Zelandesi! YEPPAAAA …..

01.01.2010
Siamo riusciti a stare svegli fino a mezzanotte!! Sembrava impossibile, eravamo davvero stanchi, la risalita da Rotorua è stata lunga: io mi sono anche semiaddormentata.
Abbiamo festeggiato con uno champagne geniale.. qui hanno messo il tappo a vite anche a quello!!! Così almeno lo avanziamo per gli aperitivi a venire.
8 ore filate di nanna ristoratrice ci hanno visti ripartire in forma per la prossima tappa: la risalita alla Bay of Island. Ci siamo fermati a Whangarei ma non abbiamo trovato granchè ad attenderci. E‘ strano perchè per i Neo Zelandesi il 1 gennaio sostanzialmente non è festa quindi tanti lavorano e i negozi sono aperti, ma non tutti. Le città piccole hanno tutto chiuso.
La parola d’ordine oggi è CALDISSIMO! Siamo arrivati a Paihia e si schiatta letteralmente, siamo passati dai 17-18 gradi di Orewa (di notte molti meno…) ai 26 di Paihia e ai 31 di Kerikeri… Ci siamo fatti un giro a Paihia ed abbiamo riconfermato la nostra uscita in catamarano di domani: visiteremo i maggiori luoghi di interesse e nuoteremo con i delfini (Thomas perchè io se non tocco non nuoto….)
Anche quest’anno sono dovuta andare a comprarmi la crema da sole e il burro cacao con protezione solare: come l’anno scorso in Australia sono partita senza perchè il pensiero era „tanto non farà mica così caldo“. No, certo è solo un’impressione!
Ora ci stiamo un attimo riposando al camping di Kerikeri, un bel posticino in riva ad un fiume con una divertente piscina naturale.. che io non sfrutto perchè „se non vedo il fondo non nuoto“.. eh, che ci si vuol fare, le fobie sono fobie.

Alla prossima...