mercoledì 17 giugno 2009

Lago Ritom - Cadagno

Domenica 14 giugno, visto il bel tempo, abbiamo deciso di andare ai Laghi Ritom e Cadagno.
Abbiamo provato in MTB il giretto che vorremmo fare a piedi con l'ufficio, ammesso e non concesso che si riesca a trovare un week end che vada bene un po' per tutti gli iscritti.
Il giro è carino, assolutamente non impegnativo e per niente stancante -a piedi! in bici è un altro paio di maniche!- alla portata di tutti e se le persone saranno un po' attente si potranno vedere anche diversi animaletti simpatici.
Noi siamo incappati in diverse ranocchie, farfalle e 2 marmottine. Purtroppo la MTB non mi permette di portarmi l'attrezzatura foto seria ma solo la macchinetta piccola che tra l'altro sto pensando di sostituire con una piccola Canon: miglior obiettivo, migliori le lenti e i sensori e soprattutto con il mirino, cosa che la piccola Olympus invece non ha; con tanta luce nel display non vedi più nulla e quindi fotografi a spanne.

Sulla via del ritorno (quindi all'inizio di quello che sarà il nostro percorso a piedi, visto che in MTB l'abbiamo fatto al contrario), ci siamo ehm.. impantanati.. no.. INNEVATI.
Devo dire che quel pezzo a piedi fa ridere ma in bici è abbastanza con i contro-cazzi: il sentiero in diversi punti è ancora ristretto a causa dei banchi di neve e a strapiombo sul laghetto Ritom per cui passi pregando Dio che le ruote stiano sul terreno e non scivoli finendo per far compagnia alle trote.
Inoltre è un continuo sali-scendi che ti fa forzatamente utilizzare cambio e corone fino a farti staccare i pollici a furia di cambiare. E' pieno di curve a gomito per cui non vedi cosa c'è oltre e nella migliore delle ipotesi ti ritrovi in una sassaiola in discesa, nella peggiore in una salita piena di radici .. Nonostante la mia scarsa tecnicità ritengo di esserne uscita a testa alta!

Ovviamente la colpa di questo ultimo pezzo da provetti bikers, è da imputare alla sottoscritta. Mi cospargo il capo di cenere e ammetto la mia colpa, ma il tutto è presto spiegato.
Conosciuta la mia proverbiale fifa di "sghiandarmi" in discesa, in un primo pezzo sono stata biadata da 2 sboroni che mi hanno sorpassata con due cessi megagalattici. L'ho presa molto male ed ho deciso di seguirli: loro hanno imbroccato il sentiero maledetto e noi dietro, con la mia sentenza che "se i pasa chi düü cagoni lì a vedi miaa perchè podum miaa naaa anca nüm".
Ma non ho mollato, non ho ceduto, testa bassa e denti stretti sono arrivata fino alla Diga; se c'è una cosa che non si può dire della sottoscritta è che mi manchi tenacia. Non sia mai detto che io sia una che molla!
Bravo Thomas per aver sopportato innanzitutto un giro tranquillo con la sottoscritta e secondariamente per avermi aiutata in quei passaggi in cui la neve era così alta da dover scavalcare banchi di alcuni metri.
Sulla sua tecnica ovviamente nulla da dire: all'opposto della mia!

Foto su Picasa