sabato 30 agosto 2008

Diario Australia

Purtroppo ho commesso il grande errore di NON fare il diario durante il viaggio, ciò significa che alcuni episodi e purtroppo credo anche certe “sensazioni”, nel passare di un mese siano andati persi.
Cercherò di riassumere in modo esauriente questo fantastico mese in Australia ma prima vorrei fare una breve introduzione su COSA questo viaggio ha lasciato a me e Thomas a livello di emozioni, riflessioni, spiritualità e accrescimento culturale ed umano.

L’Australia è un paese infinito ed infinito è anche il cuore della sua popolazione. Quello che più ci ha colpito, al di là dei paesaggi mozzafiato o degli animali selvaggi, è stato il calore della gente, la disponibilità, la gentilezza, la cordialità, la capacità di scambiare sempre due parole con il prossimo indipendentemente dallo stress, dalla vita “di corsa” o dagli impegni.

Entri in un supermercato e la commessa ti accoglie con un “ciao! Come stai?”la prima volta che mi è capitato .. mi sono guardata in giro per capire se parlasse proprio con me poi ho creduto m’avesse scambiata per qualcuna che mi somiglia! Con l’andar dei giorni ho capito che non era così ma che li funziona proprio in questo modo, la gente ha ancora il tempo ma soprattutto la voglia di scambiare 4 chiacchiere con il prossimo, conosciuto o sconosciuto esso sia.

E’ questa la grande differenza con l’Europa: noi abbiamo perso i valori della convivialità, del voler stare con gli altri, del voler andare oltre e conoscersi, del capire che fare conoscenza ti può arricchire culturalmente e spiritualmente.

Abbiamo scelto il mese d’agosto per questo viaggio e in Australia agosto equivale al nostro dicembre quindi non è caldissimo anche se metterei la firma per avere un dicembre con una temperatura che varia dai 16° di Sydney ai 28-29° del Red Center ai 21-22° di Perth.

Chiaramente il grosso del turismo straniero raggiunge l’Australia in dicembre-gennaio quando laggiù è piena estate; il turismo locale però, il “vero Australiano,” in vacanza ci va appunto in agosto. Loro fanno vacanze soprattutto con Camper Van –la ns roulotte- e Camper spostandosi da una parte all’altra del continente e sfruttando i tanti e ottimi campeggi a disposizione.

Noi abbiamo avuto l’opportunità (e per me grande lezione di vita) di fare gli ultimi 10 giorni del nostro viaggio a bordo della “petroleuse” come l’ho soprannominata io… Toyota LandCruiser 4.2 diesel, adibita a BUSH CAMPER.

Questo ci ha portato a fare la vita “nomade” dell’Australiano in vacanza, frequentare campeggi e vivere insieme a queste persone stupende.

Mi ha dato tanto, ma così tanto, che è quanto di più rimpiango dell’Australia. Mi mancano da morire quei 10 giorni, mi manca da morire l’andare a fare la doccia e trovare sempre l’Australiana che attacca bottone e ti racconta di tutto di più, l’andare a far bucato nella lavanderia del camping e fare 4 chiacchiere. Mi manca da morire la commessa-il barista-il facchino-l’autista- tutti… con la loro gentilezza e il loro sorriso. In questa grigia Europa, in questa snob Svizzera dove tutto è ostentazione anche quando non è o non c'è ricchezza!! .. la semplicità di un ricco signore di Melbourne conosciuto sull’aereo da ZH a Singapore, mi sembra un valore così lontano e tristemente dimenticato.

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Sydney

Dopo due giorni di viaggio andato benissimo, arriviamo a Sydney il 2 agosto alle 19.30 ca. Credevo che saremmo stati così stanchi da non riuscire più nemmeno a grattarci invece con mia grande sorpresa siamo svegli come grilli ed abbiamo voglia di andare in giro. Arriviamo all’hotel “Old Sydney” e ne rimaniamo piacevolmente stupiti: bellissimo hotel, bella camera, accoglienza calorosa e … vista imprendibile sull’Opera House.

Decidiamo di andare a fare 2 passi ed essendo nel quartiere “The Rocks” abbiamo subito la possibilità di vedere appunto l’Opera House e l’Harbour Bridge. Belli, bellissimi entrambi e io con un colpo di fortuna del principiante, faccio una foto notturna all’Opera House che rimarrà negli annali della mia storia di fotografa dilettante. Con impostazioni manuali abbastanza complicate, riesco comunque a fare un’ottima foto, la troverete tra le tante altre su Picasa.

Dopo un paio d’ore torniamo in albergo ed andiamo a dormire; il giorno dopo siamo già in perfetto fuso orario locale. Soffro leggermente di jet lag che mi da una sensazione di nausea e un po’ di mal di testa ma sono sopportabilissimi e vista la bellezza di Sydney, sono focalizzata su altro e non mi accorgo. Thomas invece sta benissimo.

I due giorni successivi l’arrivo li passiamo a Sydney: vediamo Darling Harbour, i musei che si trovano li, andiamo al Taronga Zoo e facciamo un giro in barca. Se potessi cambiare qualcosa direi che rinuncerei al Taronga Zoo anche perché sono proprio contraria agli zoo e agli acquari per cui ci sono andata a cxxo all’indietro e perché non c’era altro da fare. Mi spiace per contro non aver dedicato quella giornata alle Blue Mountain but never say never e quindi la prossima volta che capiterò per Sydney le vedrò.

Melbourne

Il 5 agosto, dopo un volo interno di poco più di un’ora arriviamo a Melbourne e a me cadono le braccia, sono sconsolata e triste. Che brutta città !! Grigia, Europea, tutto è mal segnalato compresi i punti di interesse e i pochi monumenti. Non mi piace, la prendo malissimo e quindi, come sempre in questi casi, divento una racola. Thomas oltre a non apprezzare nemmeno lui la città, deve sopportare me. Abbiamo l’albergo a confine del quartiere cinese… altra cosa che devo ricordarmi. Io odio tutto ciò che è cinese a partire dai cinesi stessi quindi la prossima volta in agenzia viaggi devo dirlo. Per contro abbiamo cenato ottimamente in un ristorante Thailandese e sono felice che la mattina dopo ritiriamo l’auto a noleggio e ce ne andiamo di li.

Great Ocean Road

Ritiriamo il nostro mezzo il 6 agosto: per la gioia di Thomas partiamo a bordo di una Subaru Forester. Grazie a Thomas che si è portato da casa il navigatore TomTom al quale ha installato la cartina dell’Australia, usciamo da Melbourne senza tanti problemi e anche la guida nella corsia di sinistra non è una grande difficoltà. Ci indirizziamo verso la Great Ocean Road e la nostra prima meta è Warrnambool. La strada è costiera e molto bella. Il bel mare regala stupendi paesaggi. Ci fermiamo a pranzo a Apollo Bay e la troviamo davvero una small town carina; averlo saputo prima onestamente avremmo fatto il volo interno su Melbourne, ritiro auto immediato e partenza con primo stop a Apollo Bay, saltando quindi a piedi pari il grigiume Melbourniano. Ma tant’è, queste cose non si possono sapere prima e quindi lo consigliamo a chi avrà intenzione di intraprendere un viaggio come il nostro.

Prima di arrivare a Warrnambool per la notte, ci fermiamo a visitare i Twelve Apostles; maestose formazioni rocciose staccatesi dalla linea costiera a causa della costante e potente azione erosiva dell’oceano. Dopo gli Apostoli, visita al London bridge, la cui arcata principale è crollata negli anni ‘90.

Arriviamo a Warrnambool, dormiamo e il mattino dopo (7 agosto) decidiamo di andare a sbirciare in una spiaggia dove la sera prima abbiamo visto un cartello che indicava “Whale Watching”. Io sono scettica come sempre e dico a Thomas che sicuramente non vedremo un bel nulla… invece mi devo smentire subito. Arriviamo e al largo vediamo lei.. la balena !! E accanto a lei, come spesso capita, il suo amico delfino! Sono emozionata e la macchina fotografica nelle mie mani non fa altro che scattare, scattare, scattare quindi anche qui troverete alcune foto su Picasa. Ovviamente c’è da dire una cosa: la balena è distante, venisse a riva si arenerebbe dunque è ovvio che l’immagine è quella che è, però per noi quel che conta è l’emozione che questo ci ha dato.

Mount Gambier

Riprendiamo la strada soddisfatti e ancora emozionati per aver visto la balena. La nostra destinazione è Mount Gambier, sulla strada costiera c’è poco da vedere e dunque decidiamo di volgere il muso della Subaru a Nord e dirigerci verso i Grampians (Parco Nazionale).

Siamo arrivati ad Halls Gap, un paese nel mezzo della foresta, tramite una strada che attraversa immense distese di boschi ed abbiamo fatto un breve giro con sosta al centro aborigeno. Abbiamo fatto tappa ad una cascata molto particolare infatti ai suoi piedi non si forma il classico laghetto bensì l’acqua sparisce sotto terra, davvero strana come sensazione. Siamo dunque ripartiti alla volta di Mount Gambier per belle strade che costeggiano un’infinità di campi e alcuni boschetti. Il paesaggio qui somiglia un po’ a quello della Svizzera Interna ma ovviamente tutto molto più vasto. Non abbiamo visto ancora i canguri ma questo è dovuto al fatto che noi viaggiamo di giorno e i canguri sono animali notturni. Infatti è molto pericoloso viaggiare nelle ore che precedono l’alba oppure al tramonto. I canguri vengono attratti dai fari delle auto e quindi praticamente ti saltano incontro provocando incidenti e ovviamente rimanendone uccisi. Infatti bisogna abituarsi alla visione di uno sfacelo di canguri morti ai bordi delle strade.

Arriviamo a Mount Gambier, rintracciamo l’albergo prenotato poi pappa e nanna, il giorno dopo ci sono altri 300 e passa km da macinare…

Victor Harbour

Il l’8 agosto arriviamo a Victor Harbour dopo una bella giornata trascorsa viaggiando tra campi e boschetti. Il paesaggio è simile a quello del giorno precedente. A Miningie ci fermiamo per una breve sosta e ci imbattiamo nel museo dei trattori.. nulla di trascendentale per noi però almeno ci sgranchiamo le gambe e facciamo un giro.

Chiacchieriamo con la coppia di pensionati che si occupa di questo museo, sono divertenti e ci consigliano una strada alternativa per raggiungere Victor Harbour, che dovrebbe essere un po’ più suggestiva.

Decidiamo di seguire il loro consiglio ed è vero, la strada è bella e ad un certo punto pure divertente.. infatti arriviamo ad un punto in cui bisogna attraversare un fiume che ha le dimensioni diciamo due volte il fiume Cassarate. Per farlo bisogna imbarcarsi su una chiatta che può trasportare una 10ina di auto e che traghetta dall’altra parte, strabiliante il fatto che la chiatta è in funzione 24 ore su 24.

Giunti a Victor Harbour troviamo il nostro albergo, la gestrice è molto simpatica e cordiale –come tutti- ci da alcune dritte su cosa visitare a Victor Harbour e ci consiglia di partire presto la mattina dopo visto che abbiamo il traghetto per Kangaroo Island parte alle 09.00 da Cape Jervis, che dista una settantina di km.

Kangaroo Island

Prendiamo il traghetto per Kangaroo Island il 9 agosto alle ore 9.00 e approdiamo in un’isola bellissima ma in quel momento battuta dal vento e dalla pioggia. Non ci lasciamo deprimere, siamo ben equipaggiati e nulla potrà rovinare il nostro viaggio di nozze. Nemmeno la mia rovinosa caduta su una scaletta del Ferry!! In quel frangente mi sono incrinata l’osso sacro, mi fa male ancora oggi a distanza di 20 giorni ma onestamente non me ne importa nulla! Credevo che avere il cxxone fosse un vantaggio in questi frangenti invece ho scoperto di no!

Su Kangaroo Island ci dirigiamo subito verso la parte più a Sud dove si trova il Flinders Chase National Park. Qui abbiamo la possibilità di vedere un’infinità di foche !!! Sono tutte bellissime e tanto simpatiche, ne ho fotografate a go-go e le trovate su Picasa. Dopo aver visto questi simpaticissimi animali all’Admiral Arch, siamo andati a vedere le Remarkable Rocks, delle stranissime conformazioni rocciose.

Da li siamo poi partiti alla volta del “Koala Walk”, un parco in cui con un po’ di fortuna e senso di osservazione si possono vedere i Koala sugli eucalipti; siamo stati fortunati e ne abbiamo visti diversi: troppo carini!

Verso l’imbrunire siamo andati a rintracciare il nostro Bed and Breackfast… alla faccia del B&B! A parte che gli ultimi 20 km si fanno su una strada sterrata sperdutissima .. io cominciavo già a pensare dentro di me che saremmo finiti in qualche tugurio sperduto. Arriviamo e invece devo ricredermi alla grande! Il B&B è una vecchia casa colonica ora riadattata; dentro ci sono tutti i confort di questo mondo, è arredata ovviamente in stile coloniale e ci viene attribuita una camera stupenda con un mega lettone e, cosa bellissima Graham e Lyn (i proprietari) ci hanno acceso il camino. Thomas per 10 minuti non fa altro che ripetere che è troppo felice di avere il camino acceso in camera!!

Ci dispiace da morire non poterci fermare a cena con l’altra famiglia ospite del B&B !! Vorremmo tanto poter gustare la piacevole compagnia degli altri e soprattutto del cibo preparato da Lyn, ma abbiamo un appuntamento al quale non possiamo assolutamente mancare… con i PINGUINI. Il vantaggio di essere nell’inverno australe è che arrivano animali che durante l’estate ovviamente non si vedono perché è troppo caldo. Alle 18.30 siamo a Penneshaw per andare con la guida sulla spiaggia e sugli scogli alla ricerca di questi stupendi esserini che alla sera rientrano dalla giornata trascorsa in mare. Le foto sono su Picasa e vorrei fare una piccola nota: per vedere i pinguini si deve appunto andare con un Ranger in quanto sono animali che si spaventano facilmente e che mal sopportano la luce. Le foto che vedrete hanno una colorazione rossa perché per permetterci di vederli il Ranger aveva una pila con luce rossa così da non accecarli. Senza luce avremmo visto solo delle macchiette bianche in movimento. Non è stato facile fotografarli innanzitutto perché mica stanno tanto fermi e secondariamente perché fotografare di notte senza flash impone impostazioni manuali alla mia macchina fotografica, che non sempre sono facili da definire.

E’ stata un’esperienza emozionante che è valsa la pena, anche se per rientrare al B&B abbiamo dovuto viaggiare di notte ed io ero molto tesa.

Il giorno dopo, 10 agosto, abbiamo fatto una colazione che rimarrà nella nostra memoria: in compagnia dell’altra famiglia ospite e con del cibo delizioso e variato cucinato al momento da Lyn. Graham ci ha dato alcuni consigli su dove andare e cosa visitare ancora di Kangaroo. Prima di partire ci attardiamo un attimo a giocherellare con Roosie, l’agitatissima cagnolina di casa. Nel giocare con lei io c’ho rimesso un labbro infatti ci siamo date una craniata e il mio labbro s’è spaccato per bene, sia fuori che dentro la bocca così oltre al male all’osso sacro, mi sono dovuta tenere un labbro rotto e gonfio!! Ma il Karma Australiano mi ha ben contagiata.. mi son detta “ma chi se ne frega” ..

Partiti dallo Stranraer ci siamo diretti verso Seal Bay dove abbiamo fatto un’uscita con una guida per vedere le foche sulla spiaggia, è stato bello perché oltre a vederle da vicino anche se le avevamo già viste a Flinders Chase, la guida ci ha spiegato molto bene le abitudini e i comportamenti di questi animali simpatici e divertenti.

Alle 16.30 abbiamo ripreso a malincuore il traghetto per Cape Jervis, un’altra notte allo Stranraer Homestead l’avrei fatta volentieri.

Abbiamo raggiunto Adelaide verso le 19.30 ma ci siamo fermati solo quella notte.

Alice Springs

L’11 agosto ad Adelaide ci siamo separati dalla Subaru Forester ed abbiamo preso l’aereo per Alice Springs. In aeroporto abbiamo conosciuto 3 coppie di italiani immigrati da Sondrio. Simpaticissimi, ci siamo divertiti un mondo a parlare con loro in dialetto.

Atterrati ad Alice Springs abbiamo ritirato la nostra nuova auto a noleggio, una Nissan X-Trail che io ho definito fin da subito “mezzo inutile” in quanto non è ne un’auto ne un fuoristrada e quindi non mi piace.

Ci siamo sparati ben 450 km in mezzo al deserto e al nulla, una strana sensazione perché fare tutti quei km senza incontrare praticamente nessuno a volte è inquietante comunque entusiasmante. Abbiamo iniziato a vedere alcuni animali, Emù e le Wedge Tailed Eagles (aquile).

Siamo arrivati in serata a Yulara (Ayers Rock) ed abbiamo preso la camera nell’albergo dove ci fermeremo fino al 13 agosto.

Il giorno dopo siamo andati subito nel parco nazionale Uluru-Kata Tjuta. Abbiamo iniziato visitando Kata Tjuta (Le Olgas), sono delle conformazioni rocciose monolitiche simili all’Uluru (Ayers Rock) ma più piccole, abbiamo fatto una breve passeggiata, è stato carino.

Ci siamo poi diretti all’Uluru dove abbiamo deciso di fare il trek lungo: 9.4 km e si gira tutt’intorno alla montagna. E’ stato bello e suggestivo, sono contenta di averlo fatto e contenta di non aver dato ascolto a chi mi diceva che non vale la pena fare la puntatina ad Ayers Rock per vedere “solo un sasso”. Intanto è suggestivo da vedere anche solo da distante, tutto questo deserto e poi l’Uluru che si innalza li nel nulla.

Kings Canyon

Il 13 agosto mattina siamo ripartiti da Yulara a destinazione Kings Canyon, altri 400 e passa km…

Abbiamo visitato il Canyon che è molto carino e anche questo suggestivo, abbiamo intrapreso il trek lungo di 5.3 km che parte con una scalinata fino alla cima del Canyon.. sputi l’anima, lo giuro!

Verso metà pomeriggio siamo andati al Wilderness Lodge, un campo tendato (di lusso) dove avevamo prenotato per quella notte. Devo dire che è una favola!!!

Più che l’alloggio in se, che comunque è di confort e di una bellezza notevole, ci ha colpiti –di nuovo- l’ospitalità. Personale veramente simpatico e gentile ci ha accolti e soprattutto è stato davvero rimarchevole il fatto che il mattino dopo dovendo partire molto presto per ritornare a Yulara, si sono alzati e ci hanno preparato la colazione per le 05.30!!

Tornando alla sera prima, abbiamo cenato tutti insieme con gli altri ospiti del campo. E’ stato davvero entusiasmante scambiarci le impressioni sull’Australia. A cena eravamo ad un tavolo con 2 coppie di Francesi (zona di Lione) ed abbiamo parlato tantissimo facilitati anche dalla nostra buona conoscenza del francese. Questo è stato notato dal personale del Lodge che si è complimentato con noi per la nostra capacità di parlare diverse lingue e quindi di conversare con tutti.

Perth

Partiamo dal Wilderness Lodge di Kings Canyon alle 05.45 di mattina del 14 agosto, tra le mille raccomandazioni di Myles che ci dice di andare adagio e di stare molto attenti agli animali selvaggi. Stiamo effettivamente molto attenti e questo ci permette di gustarci l’incontro con i cavalli selvaggi. E’ stato molto emozionante vedere questa mandria di cavalli che da sinistra è sbucata e galoppava alcuni metri davanti a noi, attraversando la strada. Thomas s’è stincato in mezzo alla strada per permettermi di scende al volo e fotografare i cavalli che nel frattempo si erano fermati dall’altra parte e ci guardavano incuriositi. Ho fatto la foto, non si vede tantissimo ma il fatto che fossero solo le 06.30 e la luce del giorno non c’era ancora, non mi ha permesso di fare molto di più. Usare il flash era scorretto per i cavalli (a nessuno piace essere flashato) e inutile perché il flash della macchina va fino ad un massimo di 5 metri, loro erano più distanti.

Più avanti ci siamo imbattuti in un dromedario; ci era stato detto che in Australia ci sono dromedari selvaggi ma pensavamo fosse uno scherzo.. invece no.

In seguito abbiamo visto i canguri e i soliti animali che più o meno ci si aspetta di vedere.

Abbiamo raggiunto incolumi Ayers Rock ed abbiamo riconsegnato l’auto inutile, prendendo poi l’aereo per Perth dove siamo arrivati nel primo pomeriggio e siamo rimasti 2 notti.

Quello stesso giorno abbiamo fatto un giro in città: è molto bella, tranquilla, gradevole, socievole e rilassante, davvero un bel posto dove andrei a stare.

Rottnest Island

15 agosto: per il secondo giorno a Perth abbiamo programmato un’escursione alla vicina isola di Rottnest (2 ore di aliscafo). La particolarità di Rottnest è il fatto che sull’isola non circolano auto, ci sono solo alcuni bus che passano sporadicamente e per il resto si va in giro in bicicletta, da una parte all’altra dell’isola sono 5.6 km.

Sull’isola vivono i Quokka, dei piccoli marsupiali alti una 30ina di cm che sembrano un po’ dei canguri ed hanno il musino da topini.

Rientrati da Rottnest, giro serale per Perth, cena italiana (buona devo dire) e poi preparato le valigie per l’ultima parte del nostro viaggio.. 10 giorni in fuoristrada camper (Bush Camper).

Bush Camper

Il 16 agosto abbiamo ritirato il mezzo, un Toyota Land Crusier 4.2 diesel definito da loro il vero “mezzo Australiano” ; ci è stata fatta un’oretta di introduzione sul suo utilizzo, sull’uso dell’equipaggiamento interno e sulle modalità e problematiche in caso di incidenti o guai nel deserto. Mi sono sentita rinfrancata anche dal fatto che ci è stata consegnata una radio che emette un segnale di emergenza che può essere captato dalla Polizia o dai mezzi di soccorso, qualora succedesse qualcosa nel deserto ma deve essere usata solo in caso di vera emergenza (anzi.. specificato Life Emergency.. ) altrimenti multa di AUS 10'000 (cambio col franco 1 a 1..). Diciamo che con l’equipaggiamento che Britz ti mette a disposizione insieme al mezzo, è praticamente impossibile morire nel deserto salvo essere proprio dei tamburi. Certo, se ti succede l’incidente grave tipo si rovescia il mezzo.. ma se anche si rompesse il Jeep, restassi senza benzina –improbabile visto il doppio serbatoio e capienza totale di 180 lt di diesel-, insomma qualsiasi cosa, hai comunque con te la radio e non dimentichiamo che il Jeep dispone di un serbatoio di 30 lt per l’acqua potabile.

Abbiamo rivolto il muso del Toyota a nord, destinazione finale Monkey Mia. Sembra strano a dirsi ma ci siamo diretti al caldo!! Infatti essendo nel emisfero sud, è tutto invertito. Andavamo dunque incontro a temperature sui 25-28° lasciandoci alle spalle i 20-21 di Perth.

Strada facendo ci siamo fermati al Deserto dei Pinnacoli, davvero molto interessante, suggestivo e strano.

Abbiamo poi proseguito alla volta di Monkey Mia ma abbiamo fatto tappa per dormire nei campeggi di Cervantes e la notte dopo a Geraldton.

Finalmente siamo poi giunti alla meta. Che dire.. emozionante e bellissimo posto. Prima di entrare nella riserva naturale di Monkey Mia ci siamo fermati alla Shell Beach.. una spiaggia lunga 60 km interamente ricoperta da uno strato di 9 m di conchiglie, una cosa davvero impressionante e un mare bellissimo.

A Monkey Mia ci hanno assegnato il nostro posto, come promesso “as close as possible to the beach”. Tutto il centro di Monkey Mia è veramente bello, ben strutturato ed interessante. Al mattino dopo ci siamo alzati prestissimo per andare al nostro primo incontro con i delfini i quali al mattino gironzolano nel mare antistante MM. Vengono fino a riva e quindi ci sono i Ranger del posto che supervisionano il loro arrivo e non permettono alle persone di avvicinarsi più di tanto o men che meno toccarli. Al pomeriggio abbiamo deciso di andare a fare un giro in catamarano a vela, lo Shotover ex scafo da competizione.

A bordo del silenzioso Shotover abbiamo avvicinato alcuni delfini, una tartaruga verde ed in seguito i dugonghi. Alla sera siamo andati di nuovo a fare una piccola crociera, definita “sunset cruise”. E’ stata molto romantica anche se piuttosto fredda (ma io sono freddolosa di natura).

Siamo rimasti a bighellonare a MM per 2 giorni e poi abbiamo deciso di partire alla volta di Kalbarri e del suo National Park. Giunti a Kalbarri abbiamo avuto la sorpresa di trovare quasi tutti i camping pieni, abbiamo trovato un posto dove sistemarci con il jeep ma era una postazione senza corrente cosa che per noi comunque non era un problema visto che il Bush Camper è provvisto di 2 batterie in grado di alimentare mezzo e posto notte senza problemi. Ok.. ammetto di aver chiesto almeno 1000 volte a Thomas se era sicuro che ci fossero tutte e due le batterie.. temevo di rimanere a secco di corrente!

Il giorno dopo abbiamo visitato il Kalbarri National Park, non c’è granché a meno che non si intraprenda un trekking ma noi non ne avevamo né la voglia né il tempo. Abbiamo visto il punto panoramico chiamato “the window”, una conformazione rocciosa molto particolare. Mentre ci dirigevamo a vedere questo posto abbiamo incontrato sulla strada una coppia che era nostra vicina di posto al campeggio a Geraldton: com’erano contenti di rivederci !! Ci hanno chiesto se volevamo fare anche noi il trek grande ma purtroppo non ne avevamo proprio il tempo, peccato.

Da Kalbarri abbiamo poi proseguito la nostra “discesa” verso Perth, fermandoci a dormire in un camping sperduto (ma bellissimo e ben pulito) a Mingenew all’interno del Western Australia, zona di miniere.

Poco prima di arrivare alla nostra ultima tappa Todyay, abbiamo assistito ad una scena che sembrava tratta dal telefilm “le sorelle McLeod”: un gregge che veniva spostato di pascolo. Saranno state almeno un migliaio di pecore e vederle tutte insieme mentre venivano spostate attraversando la strada principale.. è stato bello, emozionante e veramente Australiano!!

Con nostro sommo dispiacere dopo aver dormito in camping a Todyay abbiamo macinato gli ultimi 80 km fino a Perth dove ci siamo separati da “Petroleuse” ovvero il Bush Camper. Mi è proprio dispiaciuto forse anche perché sapevo che dopo un’ultima notte a Perth , il 25 agosto nel pomeriggio avremmo dovuto salutare l’Australia, con il cuore pesante e triste.. dirigendo questa volta il nostro muso e quello di alcuni aerei, verso casa.

Viaggio di rientro

Durante l’attesa in transfer a Singapore ho visto il nuovo Airbus A380 della Singapore Airlines, probabilmente uno dei pochi che già vola visto che Singapore è stata la prima ad ordinarli e le consegne sono avvenute solo ad agosto; peccato che volasse sulla tratta Perth – Tokio.

Il viaggio di rientro è stato comunque lungo e noioso, questa volta le 12 ore e 40 da Singapore mi sono pesate tantissimo e non vedevo l’ora di arrivare a ZH.

Una volta in Svizzera è stato ridicolo, avevamo con noi valute straniere a go-go ma quasi niente franchi!! Volevamo bere qualcosa ed abbiamo dovuto accontentarci dell’acqua minerale di un automatico, perché io avevo con me solo 3 franchi e di un bancomat nella zona transfer dell’aeroporto.. manco l’ombra. Non ci andava nemmeno di bere un caffè e pagare con la Visa!

Imbarcati sull’aereo per Lugano, ci siamo goduti la vista sulle Alpi e dopo poco più di 30 minuti siamo arrivati. Finalmente il 26 agosto alle 10.05 siamo atterrati ad Agno.. sentendoci più o meno a casa ma con un filino di “mal d’Australia”…

Tutte le foto su Picasaweb

mercoledì 27 agosto 2008

Vi faccio un "regalino"...


Ciao a tutti,
siamo tornati ieri mattina, viaggio ok, tutto perfetto anche se quelle 12 ore e 40 da Singapore sta volta mi sono sembrate più eterne che in passato. Comunque sia .. è fatta.
Tutti mi chiedete le foto.. allora, sono la bellezza di 1193 foto. Le ho scaricate nel pc ora viene la parte di riordino e poi verrà la selezione. Abbiate pazienza, ci vorrà un po' di tempo ma ce la farò e vi metterò su Picasa il meglio di un mese in Australia.

Per ora vi regalo questa foto.. che è stata fatta con un abuso di sacrosanta pazienza che non sapevo di possedere!! Non è semplice fotografare i delfini: si rischia di avere 2000 foto solo di pinne. Sono velocissimi emergono qualche attimo e ci vuole davvero pazienza per prenderli al momento giusto.
Vorrei anche fare un appunto su questa foto: NON è stata fatta utilizzando il teleobiettivo 70-300 ma con il 18-55. Questo significa che questo delfino era veramente molto molto vicino a noi; Thomas l'ultimo giorno a Monkey Mia ha avuto un delfino a meno di 20 cm dalla gamba.. sembrava un ragazzino tanto ne era felice.

A presto,
Dom

lunedì 25 agosto 2008

Singapore - 25 agosto

un saluto veloce a tutti..
siamo a Singapore in attesa del transfer per prendere l'aereo per Zurigo e poi Lugano.
Siamo partiti oggi pomeriggio da Perth, ore 15.55 ora locale (-6 ore in Svizzera), 4 ore di scalo appunto qui a Singapore e alle 01.25 ora locale (sempre -6 ore in Svizzera) prenderemo l'aereo per Zurigo... ne avremo per 12. ore e 40 e non ho tanta voglia di stare lassu' cosi' tanto ma non posso farci niente.
Devo dire che non avevo per niente voglia di paritire da Perth e dall'Australia in generale... ho buttato li a mio marito l'idea di ritirarci laggiu' insieme al ns cagnolone e di apire un bell'agriturismo / fattoria / homestead.
...
m'ha presa cosi' sul serio che e' ancora convinto ora che stessi scherzando.. pace!

ci si risente da Lugano domani in serata... vi aspettano circa 1000 foto. Una card da 4 giga e' piena e sono circa 950 foto, ora ho iniziato un'altra card .. ovvio, non le pubblichero' tutte pero' ci sono belle foto.
Delfini, balene, foche, I PINGUINI !!, aquile, rettili, canguri, Quokka, pellicani e tantissimo altro.

Baci baci

martedì 12 agosto 2008

Australia 12.08.2008

Buongiorno a tutti .. qui siamo nel giorno per voi e' notte!!!
Siamo ad Ayers Rock (Yulara in aborigeno). Abbiamo ormai fatto piu' o meno meta' del nostro viaggio. Che dire?
Sydney FANTASTICA: la citta' piu' bella, vivibile e gradevole che io abbia mai visto. 3 giorni magnifici e non avrei piu' voluto venir via di li.
Melbourne: per fortuna ci siamo fermati solo un giorno. Citta' troppo europea, troppo "come da noi", troppo di corsa, troppo grigia.
Great Ocean Road: bella e caratteristica. Avendola percorsa nell'inverno australe, il tutto si e' svolto con tranquillita', con la possibilita' di scambiare 4 chiacchiere con le persone del posto, che sono tutte e in tutt'Australia, estremamente gentili, cordiali e sempre pronte a dare informazioni o consigli.
Kangaroo Island: una vera e propria magia. Abbiamo visto foche, leoni marini e finalmente .. i pinguini!!!
Abbiamo dormito una notte da Lynn e Graham allo Stranrear Homestead: una vecchia casa coloniale di inizio secolo, adibita a Bed & Breackfast. Avevamo una camera bellissima arredata ovviamente in stile e con il camino acceso... non sarei mai piu' andata via. La colazione poi il giorno dopo e' stata un vero godimento: c'era di tutto di piu'. sono venuta via con le lacrime agli occhi e con le "ferite di guerra".. giocando con il cane di casa (Roosie), mi sono aperta un labbro! Fantastico..
Abbiamo proseguito per Adelaide: visto niente.. arrivati di sera, dormito, ripartiti la mattina dopo.
Ora siamo appunto ad Ayers Rock: siamo atterratti ieri alle 12.00 ad Alice Springs dopo un altro volo interno molto piacevole.
Abbiamo dovuto spararci 450 km da Alice Springs fin qui ma abbiamo gia' potuto vedere in lontanza ULURU ovvero la montagna sacra agli aborigeni (come dice Thomas: un sass in dal desert).
Ora si va all'ennesima avventura...

Un bacio a tutti soprattutto ai miei piccoli Cloe, Tess e Ian!